Il Chieti è nel caos: slitta l’arrivo di Tosi Cotta attacca il club

L’allenatore designato: «Ci sono dettagli da definire» L’ormai ex tecnico neroverde: «Non sono un burattino»
CHIETI. Slitta l’arrivo di Marco Tosi. Il Chieti è senza allenatore dopo l’esonero di Cotta. Per la panchina la società ha scelto l’ex allenatore del Giulianova, ma la fumata bianca non è ancora arrivata. «C’è un accordo di massima con la società», conferma Tosi, «ho le valigie pronte, sto aspettando di definire gli ultimi dettagli. Non è vero che non voglio venire a Chieti. Ero onorato di allenare i neroverdi già da questa estate, poi la trattativa non andò a buon fine sia per motivi personali sia per i dubbi nel costruire in poco tempo una squadra importante. Ora sono in attesa». Sono due gli ostacoli da superare. Il primo: per definire l’esonero di Cotta si attende la delibera dell’assemblea dei soci, composta per il 70% da Trevisan e Mergiotti e per il 30% da Serra. Mergiotti è ancora il presidente e legale rappresentante della società – anche se la gestione sportiva è passata a Serra - e spetta a lui mettere la firma sull’esonero di Cotta. L’altro ostacolo è legato alla tempistica. Considerando che alle porte c’è la trasferta di Roma contro il Trastevere, Tosi potrebbe chiedere di prendere in mano la squadra da martedì. A questo punto Serra deve decidere se aspettare Tosi (e mandare Sgherri in panchina a Trastevere?) o se cambiare obiettivo. «Stiamo definendo gli ultimi dettagli per il nuovo tecnico», spiega la società. Dettagli da risolvere in fretta dopo l’insolita decisione di cambiare allenatore nonostante una vittoria e i 14 punti in classifica, tre in più rispetto allo scorso anno. Ieri l’allenamento è stato diretto dal preparatore atletico Marco Di Marzio insieme al collaboratore tecnico Sgherri e al preparatore dei portieri Tuccella. Sarà così anche oggi. Cotta, intanto, vuota il sacco: «La società mi ha detto che non ha gradito le mie dichiarazioni post Pineto quando ho evidenziato la necessità di rinforzare la squadra», spiega l'ex tecnico. «Non sono un pagliaccio o un burattino, dico le cose come stanno e non accetto imposizioni. Il mio rapporto con il ds Sartiano è cambiato dopo Ferragosto. Avevamo 24 giocatori e mi disse che il budget era finito, poi mi sono ritrovato con una rosa di 30. Non è vero che ho avallato tutte le scelte, alcuni giocatori me li sono ritrovati. A Sartiano non andavano bene le convocazioni che facevo e chi mandavo in panchina. Non mi ha mai detto espressamente chi doveva giocare, ma me lo faceva capire. Ho gestito una situazione difficile», aggiunge Cotta, «la squadra non era contenta per tanti motivi, dai problemi per il materiale tecnico al rapporto con la società, ma ho sempre cercato di trasmettere serenità e i ragazzi hanno dato il massimo. Non ho mai promesso che vincevo il campionato o che mi salvavo con 50 punti di vantaggio. Abbiamo i punti che meritiamo. Le critiche sul gioco? Scelgo il modulo in base ai giocatori. A Pineto ho detto che abbiamo fatto una partita di contenimento in base a quelle che erano le nostre possibilità contro una squadra più forte. Qualcuno non l'ha digerito. Mi hanno contestato anche il fatto di salutare i tifosi sotto la curva. Sono arrivato in punta di piedi e me ne vado a testa alta», conclude, «portandomi dietro l’affetto della città e lasciando tanti amici. Uno su tutti: Sgherri, un uomo vero».
Giammarco Giardini
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