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Il commentone della 7a giornata di Serie A

19 Ottobre 2026

Colpaccio della Lazio, che batte senza storie la Juventus e tiene il passo dell'Inter, restando in testa alla classifica. Tra le altre, vincono Roma, Milan e Como, mentre il Napoli cade rovinosamente

Frosinone vs Sassuolo

La settima giornata di Serie A si apre con l’anticipo del venerdì sera tra Frosinone e Sassuolo. È un match molto divertente, pieno di gol ed errori clamorosi. Le danze si aprono al minuto 9: costruzione dal basso dei neroverdi, con Bakola che però perde un pallone sanguinoso in area di rigore e Calò ne approfitta, spedendo all’incrocio e siglando la seconda rete in campionato. Passano appena 6 minuti ed è nuovamente Bakola a rendersi protagonista, stavolta in positivo: sradica il pallone a Calò e mette in moto Berardi con un lancio eccezionale di oltre 50 metri, con il capitano degli emiliani che si ritrova a tu per tu con Palmisani: il numero 10 è lucido nella scelta, optando per scartare l’estremo difensore nato ad Alatri e appoggiando nella porta rimasta sguarnita. Da sottolineare anche la bella esultanza di Mimmo Berardi, che mostra alle telecamere la maglietta di Leysen: il classe 2003 si era infortunato nella scorsa giornata contro il Milan, con gli esami strumentali che hanno evidenziato una lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Con il passare dei minuti cresce però la pericolosità offensiva degli uomini di Alvini, che schiacciano il piede sull’acceleratore: al 17’ Kvernadze vede annullarsi un gran gol per fuorigioco, mentre al 26’ arriva il meritato vantaggio: cross di Calò ed errore in collaborazione tra Odenthal e Muric, con Raimondo che ne approfitta e realizza un comodo tap-in. E dopo appena 4 minuti arriva anche la terza rete: un lancio lungo di Palmisani manda in cortocircuito la difesa di Aquilani, con Caleta-Car che appoggia male verso il proprio portiere e con Muric che salta fuori tempo, regalando ancora una volta il pallone a Raimondo, che con fiuto da bomber sfrutta il doppio errore e punisce senza pietà. Il gol potrebbe spezzare le gambe al Sassuolo, che si trova sotto di due reti a causa di svarioni incredibili. Ma al 37’ i neroverdi tornano in partita: filtrante splendido di Esposito per Thorstvedt, che con un preciso diagonale dimezza lo svantaggio. Nella ripresa la gara resta equilibrata, ma il punteggio cambia dopo appena 12 minuti: ottimo cross di Kvernadze per Ghedjemis, il cui colpo di testa viene parato da Muric: l’estremo difensore kosovaro non riesce però ad allontanare e, complice anche la poca reattività della difesa, Raimondo lo trafigge da pochi passi, siglando così la prima tripletta nella massima serie. Stato di forma clamoroso per Antonio Raimondo, che si prende la vetta della classifica marcatori scavalcando anche Malen. Altra vittoria dei Canarini, che non smettono di sorprendere e si portano a quota 13 dopo 7 giornate.

Venezia vs Napoli

Il sabato si apre con la sfida tra Venezia e Napoli, entrambe insoddisfatte dall’inizio di stagione ma per motivazioni diverse: gli arancioneroverdi sono ancora a secco di punti in classifica e hanno deciso di esonerare Stroppa, con Davide Nicola che subentra per l’ennesima volta in una squadra che lotta per salvarsi; i campani hanno invece ottenuto appena 3 vittorie in 6 giornate, mentre il cammino europeo è ancora peggiore, con due sconfitte in altrettante gare. I primi 45 minuti sono molto tattici, con poche occasioni da ambedue le parti: si vede che le due formazioni non sono in particolare fiducia. L’opportunità migliore del primo tempo capita sul sinistro di Rrahmani, allo scoccare del 29’: il difensore ex Verona si ritrova il pallone sui piedi dopo un rimpallo da corner, con Haps che è decisivo e salva quasi sulla linea. Nella ripresa, però, pronti, via e arriva subito il vantaggio dei lagunari: Lucca perde un pallone banale a centrocampo con la difesa scoperta, dando il via alla ripartenza dei padroni di casa: Sohm lancia lungo per Akor Adams, che con astuzia sbilancia Rrahmani con una spallata e, con un pizzico di fortuna, batte Meret, messo fuori causa dalla deviazione proprio del kosovaro. Risultato impronosticabile alla vigilia, che complica la partita dei partenopei. Gli uomini di Allegri risentono psicologicamente del gol subito per i minuti successivi, ma poi iniziano ad attaccare a testa bassa: al 59’ è decisivo l’ex Juan Jesus, che con il ginocchio salva clamorosamente su Hojlund, che arriva con una frazione di ritardo sull’invito di Alisson Santos. Passano appena 7 minuti ed è lo stesso Hojlund a cercare di caricarsi la squadra sulle spalle, conquistando un calcio di rigore nettissimo per intervento in ritardo da parte di Moreno: dagli 11 metri va De Bruyne, che però si fa ipnotizzare da un super Stankovic, capace addirittura di bloccare il pallone. Botta terribile per Di Lorenzo e compagni, che sembrano non riuscire a scardinare in alcun modo la difesa dei veneti. Il finale sembra promettere divertimento, con Stankovic che legittima ancora di più la palma di migliore in campo del match: all’84’ vola su un gran piazzato di Lobotka, salvando a mano aperta, mentre al 90’ disinnesca un rasoterra quasi perfetto di Alisson Santos, andando a terra con una rapidità eccezionale. Esordio vincente per Nicola sulla panchina dei Leoni Alati, che restano in ultima posizione ma con un umore ben diverso, mentre continua il periodo nero di Allegri, che non riesce a trovare le contromisure giuste in questo momento di difficoltà. Nonostante l’avvio disastroso, con la vetta distante ben 6 punti (potenzialmente 9, con Inter e Lazio che devono ancora giocare) e un gioco tutt’altro che esaltante, resta salda la posizione di Allegri sulla panchina degli azzurri, con eventuali cambiamenti che potranno avvenire durante la sosta di novembre: saranno, dunque, decisive le prossime giornate.

Bologna vs Inter

Alle 18 il Bologna sfida i Campioni d’Italia, reduci dalla brutta sconfitta in Champions contro il Brugge. Il Biscione è alla ricerca di riscatto, con la tensione che si può notare fin dai primi minuti; i nerazzurri non sono lucidissimi e commettono una leggerezza che costa carissimo, al 10’: Pobega ruba palla a Luis Henrique e parte in percussione, evitando Bisseck e Akanji e calciando fortissimo sul primo palo, con Martinez che non può nulla. Doccia gelata per i nerazzurri, che per la settima volta in stagione vanno in svantaggio: iniziano a essere troppi gli approcci sbagliati, con Chivu che ancora non è riuscito ad apportare le giuste modifiche. Tuttavia, rispetto alle altre circostanze, stavolta il blackout nerazzurro dura di più: la Beneamata fatica ad abbozzare una reazione, con i felsinei che invece guadagnano campo. Le occasioni arrivano in rapida successione: al 38’ Pobega riceve una bella sponda da Enem e calcia al volo, con la sfera che termina a lato di poco, mentre al 40’ la chance è gigantesca, con sempre l’ex Milan protagonista: il numero 4 si ritrova il pallone sul destro dopo un rimpallo, con il suo tiro che scheggia la traversa e termina sul fondo. Nonostante un primo tempo pessimo, sul fotofinish i meneghini riescono ad agguantare il pari: cross perfetto di Barella e incornata perentoria di Thuram, che sale in cielo e la indirizza all’incrocio. In un momento molto delicato per l’Inter, il figlio d’arte si carica di responsabilità e trascina i suoi, mettendo a segno la sesta partecipazione ai gol in campionato in appena 7 giornate. Chissà cosa sia successo durante l’intervallo, ciò che è certo è che i lombardi rientrano in campo con uno spirito ben diverso, che viene premiato al 69’: azione bellissima, con molti tocchi di prima che mandano in confusione i rossoblu: la giocata decisiva è però quella di Diouf, che finta la conclusione dal limite e serve sul filo del fuorigioco Zielinski, che poi è molto bravo a servire su un piatto d’argento un cioccolatino solo da scartare sul mancino di Carlos Augusto. I cambi di Chivu risultano decisivi: in meno 40 secondi l’esterno brasiliano graffia il tabellino, continuando a incidere in questo avvio eccellente. Nel finale i nerazzurri sfiorano in qualche occasione il gol della sicurezza, prima di realizzarlo all’83’: il clamoroso errore sottoporta di Sucic e la rete annullata a Bonny fanno presagire a un ultimo quarto d’ora di sofferenza, ma è lo stesso attaccante ivoriano a siglare il tris, sfruttando un altro cross perfetto di Carlos Augusto. L’Inter continua a vincere e resta in testa alla classifica, non senza rischiare dopo un primo tempo horror.

Roma vs Genoa

In serata scende in campo la Roma, che affronta il Genoa dell’ex De Rossi: DDR ha collezionato la bellezza di 49.805 minuti in 616 presenze con la Lupa, indossando la fascia da capitano per ben 207 volte e alzando al cielo una Supercoppa Italiana e due Coppe Italia in 18 anni. D’altra parte, i giallorossi sono reduci dalle fatiche europee, con la sconfitta contro il Real Madrid che potrebbe avere delle ripercussioni dal punto di vista psicologico: ovviamente non per il risultato in sé, contro un avversario di caratura internazionale e con risorse tecniche ed economiche ben diverse, ma per il modo in cui è arrivato, con tre reti quasi in fotocopia nell’arco di 7 minuti. Il primo tempo è giocato a un ritmo molto basso, con una grande occasione per parte: alla traversa di Balerdi, che salta in terzo tempo in anticipo sulla difesa del Grifone, risponde la traversa del super ex El Shaarawy, che colpisce al volo dal limite dell’area e centra in pieno il legno. Nel secondo tempo passano però appena 5 minuti e la Magica la sblocca: Castro si ritrova il pallone tra i piedi dopo una mischia in area, se la aggiusta e, con un tocco sotto geniale, piazza il pallone all’angolino, sorprendendo tutti e lasciando di sasso Bijlow. Il Toto sfrutta alla perfezione l’occasione da titolare, sostituendo al meglio lo squalificato Malen e portando i capitolini in vantaggio con la prima rete in stagione. E al 68’ arriva il gol che chiude i conti: giocata straordinaria di Soulé, che salta tre avversari con dei dribbling ubriacanti, chiede e ottiene l’uno-due da Pellegrini e prova a tirare, con la sfera che viene deviata da Ostigard e poi corretta in porta da Lulli. Gioia incontenibile per il classe 2007, che riesce a trovare la prima rete tra i professionisti e ripaga la fiducia di Gasperini in queste prime uscite. Vittoria senza troppe discussioni per la Roma, che riesce a sopperire alle assenze e resta a due lunghezze di distanza dall’Inter, in attesa della Lazio.

Udinese vs Lecce

La domenica si apre con la sfida dell’ora di pranzo tra Udinese e Lecce. È una gara sostanzialmente a senso unico, specie nella prima frazione di gioco: dopo 11 minuti Gaspar svetta sul corner di Gallo e infila Okoye, trovando la prima rete in maglia giallorossa alla terza stagione con questi colori, mentre al 33’ arriva il bis, stavolta firmato da N’Dri, che di petto devia il colpo di testa di Tiago Gabriel e manda fuori tempo l’estremo difensore nigeriano. Uno-due devastante degli uomini di Eusebio Di Francesco, che con due palle inattive riescono ad andare in vantaggio di due reti. Prima della chiusura del primo tempo arrivano anche altre tre occasioni, che avrebbero potuto rendere il parziale ancora più amaro per i bianconeri: al 36’ Fatah scheggia la traversa con una bella iniziativa personale, al 44’ Okoye rimedia a una sua respinta corta con un miracolo sulla ribattuta di Geubbels e, nel recupero, ci prova sempre l’attaccante francese, con una conclusione che termina di poco a lato a tu per tu con il portiere. Nella ripresa è un episodio a risultare decisivo: Piotrowski insacca da pochi passi su suggerimento di Kamara, ma il var annulla tutto a causa di un fuorigioco millimetrico del polacco. Sospiro di sollievo per Falcone e compagni, che nel finale prima sfiorano e poi trovano il tris: Paco Esteban va a un passo dalla sua prima gioia leccese, con la sfera che si infrange sul palo, mentre qualche minuto più tardi Siebert recupera il pallone a centrocampo e si invola sulla fascia, concludendo poi l’azione nel migliore dei modi con un tiro di esterno imparabile per Okoye. Risultato pesantissimo, con DiFra che esulta e Runjaic che ottiene la quinta sconfitta in sette gare. Nonostante gli ottimi risultati ottenuti nella scorsa stagione, la posizione del tecnico tedesco ora inizia a traballare, con un solo punto di vantaggio sull’ultima posizione in classifica.

Fiorentina vs Como

Alle 15 si affrontano Fiorentina e Como, entrambe alla ricerca di punti ma per obiettivi diversi: la viola ha iniziato malissimo con Grosso ma si è un po’ ripresa con il ritorno di Vanoli, nonostante il risultato dell’ultima sfida contro il Genoa, mentre i lariani vogliono continuare a consolidare il proprio status di big, cercando di restare in zona Champions e non volendo più apparire agli occhi delle avversarie come un’outsider. Il match è elettrico fin dai primi minuti, con occasioni da una parte e dall’altra: al 10’ Fagioli viene servito da Goncalves con un tocco di fino, evita l’arrivo di Kempf e poi sfiora il palo; la risposta dei biancoblu non tarda però ad arrivare, con una doppia chance nell’arco di pochi minuti: prima De Gea si distende sul tiro radente di Da Cunha, poi salva il risultato con un meraviglioso colpo di reni, mandando sopra la traversa un colpo di testa di Nico Paz. Di lì a poco la partita si sblocca, con un gol che nasce da un episodio molto dubbio: Milla riconquista palla ai danni di Goncalves e dà il via alla transizione offensiva, con Liberali che riceve da Caqueret e poi la piazza favolosamente a giro sul secondo palo, prendendo anche in controtempo De Gea. Sono però furibonde le proteste dei gigliati: in esame il contatto a inizio azione, con l’ex centrocampista del Getafe che non tocca mai il pallone e travolge Goncalves. Di Bello è a pochi passi e reputa l’intervento non falloso, mentre la sala giudica l’episodio non un chiaro ed evidente errore e lascia correre, sebbene i dubbi restino parecchi. Il gol cambia l’inerzia della gara: i toscani si disuniscono, uscendo mentalmente dall’incontro, mentre i lariani continuano ad attaccare e, dopo appena 4 minuti, trovano anche il doppio vantaggio: Valle disegna un gran traversone sulla testa di Nico Paz, che colpisce con la fronte e trafigge De Gea, tornando a segnare dopo 44 giorni dall’ultima volta. Nel finale di primo tempo succede però di tutto: al 42’ la viola torna in partita, con Pongracic che scaraventa il pallone in porta dopo il salvataggio sulla linea di Ramon. E nel recupero arriva un altro episodio, ancora non fortunato per la viola: su un cross perfetto di Mastantuono, Pongracic colpisce al volo e firma la doppietta, venendo sommerso dagli abbracci dei compagni. Si apre però un check al var lunghissimo, della durata addirittura di 5 minuti, in cui si cerca di stabilire la posizione di partenza del difensore croato: il SAOT (Semi Authomatic Offside Technology), cioè il sistema di fuorigioco semiautomatico, non funziona, per cui le linee vengono tracciate manualmente e la procedura è molto lunga. La rete viene infine annullata, per cui il Como riesce ad andare a riposo in vantaggio. Nel secondo tempo la formazione allenata da Vanoli torna in campo con grande voglia, cercando di agguantare il pari il prima possibile. Ma nel miglior momento dei padroni di casa, ecco il gol che cambia tutto: ottima serpentina di Nico Paz e assist perfetto per Douvikas, che disorienta Dragusin con una serie di doppi passi e poi inganna De Gea con un tiro non irresistibile, sul quale ha molte responsabilità l’ex United. Sicuramente Vanoli dovrà lavorare molto sulla testa dei propri giocatori, che sembrano troppo emotivi e, alla prima difficoltà, si arrendono, gettando via quanto fatto di buono fino a quel momento. Il Como torna a vincere dopo due gare, mentre la Fiorentina resta in coda alla classifica.

Milan vs Atalanta

Alle 18 il Milan ospita l’Atalanta, in una sfida tra due allenatori con idee molto simili, ma che ancora non sono riusciti a trasmetterle alle loro nuove squadre: sia i rossoneri che la Dea vogliono provare a cambiare il trend di inizio stagione, magari a partire proprio da questa partita. Partenza a razzo del Diavolo, che vuole dare continuità alla vittoria roboante per 4-0 contro il Salisburgo in Europa League: al 13’ Pulisic trova il vantaggio su assist di Ramos, ma la rete viene annullata per posizione di fuorigioco proprio di Capitan America. Ma dopo solo 10 minuti arriva un’altra occasione per andare in vantaggio, stavolta concretizzata: Musah tira dal limite dell’area e Obric, subentrato da appena 3 giri di orologio a Kolasinac, colpisce con il braccio, in posizione non congrua e aumentando il volume del corpo. Il direttore di gara Chiffi lascia correre in un primo momento ma poi, dopo revisione al monitor, assegna il calcio di rigore: dagli 11 metri è glaciale Goncalo Ramos, che spiazza Carnesecchi e trova la seconda rete in campionato, la terza stagionale. E, in chiusura di primo tempo, arriva anche il raddoppio: gran tracciante centrale di Moreira per Rabiot, che riceve al limite, se la sposta sul destro e calcia sul primo palo, con Carnesecchi che resta immobile e guarda il pallone terminare la propria corsa all’angolino. Nella ripresa non cambia il canovaccio tattico del match: sono sempre i meneghini a fare la partita e a spingere, mentre i nerazzurri sembrano imbambolati, faticando a trovare le contromosse alle iniziative avversarie. Dopo appena 10 minuti dall’inizio del secondo tempo arriva un altro episodio, per il quale Chiffi viene richiamato nuovamente all’on field review: Rabiot fa partire un altro tiro dal limite, che viene murato da Kristensen. Rivendendo attentamente l’impatto con il pallone, si vede bene come il difensore danese inizialmente abbia le braccia dietro alla schiena, per poi invece allargare il polso sinistro in modo quasi istintivo, compiendo un errore da matita blu: sul dischetto si presenta per la seconda volta Ramos, che però in questa occasione viene ipnotizzato da Carnesecchi, che gli impedisce così di trovare la prima doppietta rossonera. Poco male però per il Diavolo, che sul corner seguente trova il 3-0: Modric crossa, Rabiot prolunga e Gila insacca da pochi passi, mettendo così il risultato in cassaforte. O almeno così sembra. Sarebbe impronosticabile pensare di mettere in discussione l’esito finale, ma così non è: se al 63’ Krstovic colpisce il palo dal limite dell’area, Gaetano riapre i giochi al minuto 66, inserendosi tra le linee e ricevendo un’imbucata perfetta da parte di Zalewski. Passa un quarto d’ora e la gara è ora più viva che mai: splendida cavalcata di Bellanova e pallone a rimorchio per Krstovic, che con un preciso rasoterra la spedisce all’angolino. Cresce, e non poco, la paura dei rossoneri, che hanno probabilmente pensato di aver già portato il risultato a casa e si sono addormentati: all’83’ arriva la chance più grossa per il clamoroso 3-3, con Zappacosta che riceve da Zalewski, resiste alla carica di De Winter ma poi centra in pieno Maignan, non riuscendo ad angolare il tiro. Vittoria con il brivido per Amorim, che riparte anche in campionato dopo la battuta d’arresto contro il Sassuolo; da premiare la reazione nella mezz’ora finale degli orobici, anche se è ancora troppo poco per quello che ci avevano abituati a vedere.

Juventus vs Lazio

L’ultima gara del weekend è la sfida più interessante di giornata, con la Juventus che affronta la Lazio. Prova di forza per i biancocelesti, che vogliono testare il proprio livello su un campo difficilissimo e contro una big; dall’altra parte ci sono i bianconeri, che hanno vinto all’ultimo respiro appena 3 giorni fa e sperano in un’iniezione di fiducia dopo l’avvio non esaltante. Iniziano molto bene i padroni di casa, che provano a rendersi pericolosi con diverse soluzioni: i tentativi sono però poco efficaci, con conclusioni dalla distanza che non mettono mai in apprensione Mandas. La chance più importante è il gol annullato a Kolo Muani, che però è nettamente in offside al momento del tocco di Nico Gonzalez. L’Aquila è molto ben organizzata e compatta, con la Vecchia Signora che non riesce a trovare pertugi, anche a causa di parecchia imprecisione negli ultimi metri. E al 37’ questo spirito di squadra viene premiato: ottima giocata di Zaccagni e splendido cross a rientrare, con Provstgaard che prende il tempo e spizza il pallone in porta, trovando la prima rete in carriera con la Lazio. I capitolini provano a viaggiare sulle ali dell’entusiasmo ma senza creare opportunità, se non quella fortuita capitata a Nuno Tavares: il terzino portoghese va a contrasto con Bremer e il pallone prende una traiettoria imprevedibile, che scheggia la traversa e termina sul fondo. Nella ripresa i piemontesi approcciano bene, così come nel primo tempo, aumentando la pericolosità: l’ingresso in campo di Woltemade dà maggiore peso all’attacco, liberando Kolo Muani dalla morsa dei difensori laziali. L’occasione più importante è creata proprio dai due: il francese vola sulla fascia con un’ottima giocata e mette in mezzo per il classe 2002, che con il piattone calcia incredibilmente fuori da posizione più che favorevole. Come si sa, spesso il calcio è crudele e, al gol sbagliato, segue il gol subito: sventagliata perfetta di Tavares per Isaksen, che rientra ai danni di Celik, sfrutta il mancato raddoppio di marcatura e conclude a giro sul secondo palo, mettendo a segno un gran gol. Sono decisivi i due danesi della Lazio fino a questo momento, con Isaksen che sigla la seconda rete consecutiva e si conferma pericolo numero uno per i bianconeri, colpiti anche lo scorso anno dall’ex Midtjylland. La Vecchia Signora esce completamente dalla partita, non riuscendo a reagire al doppio svantaggio. E, nel finale, arriva anche il tris: uno-due a centrocampo tra Pinamonti e Dele-Bashiru, con il nigeriano che si fa 50 metri palla al piede e poi trafigge Vicario con un diagonale imparabile, mandando in estasi il settore ospiti. Continua a viaggiare la Lazio di Gattuso, che con il trascorrere del tempo acquista sempre più credibilità per un piazzamento europeo; i fischi assordanti accompagnano invece l’uscita dal campo della Juventus, con Spalletti che sembra aver finito i jolly a sua disposizione dopo appena 7 giornate.

A chiudere la settima giornata gli anticipi Monza-Cagliari e Parma-Torino, con tutte e quattro le squadre alla ricerca di punti fondamentali in chiave salvezza.

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