Il pinetese Costantino è il bomber del Monterosi: «Affrontiamo una grande, per noi sarà dura»

PESCARA. Un ostacolo abruzzese sulla strada del Pescara. Sabato duro esame per la difesa biancazzurra che dovrà tenere a bada il pinetese Rocco Costantino, bomber del Monterosi e del girone C con 6...
PESCARA. Un ostacolo abruzzese sulla strada del Pescara. Sabato duro esame per la difesa biancazzurra che dovrà tenere a bada il pinetese Rocco Costantino, bomber del Monterosi e del girone C con 6 reti. «Sappiamo di affrontare una grande squadra», dice il 32enne attaccante, «dovremo entrare in campo con la massima concentrazione. L’approccio sarà decisivo». Vive a Scerne di Pineto da quando aveva sei anni, Carlo e Giuseppina, i suoi genitori, si conobbero ad Aarau, in Svizzera, dove emigrarono per motivi di lavoro. Papà Carlo è tuttora il capo reparto di un’industria svizzera che produce resine. Torna spesso a Pineto, oggi sarà a casa, ma domani non sarà all’Adriatico a causa di un altro impegno, un matrimonio nelle Marche. «Avrebbe voluto esserci, quando ha saputo che si sarebbe giocato di sabato e non di domenica ci è rimasto male. Non ci sarà nemmeno mia sorella Maria, che vive e lavora in Svizzera», spiega Rocco che, tuttavia, non avrà problemi a destinare i biglietti della partita. «Sto trovando il modo per accontentare tutti, ho ricevuto più di venti richieste! Verranno i miei amici storici di Scerne e ci sarà pure Danilo Macera (ex difensore di Pineto, Giulianova e Celano, ora allenatore, ndc) con cui ho giocato in passato, siamo rimasti molto legati». Costantino, cresciuto nello Scerne e nel Roseto, ha giocato anche con Morro d’Oro, Pineto e San Nicolò. Una lunga gavetta prima del salto di qualità nel 2016-17 in D con la Vis Pesaro (27 gol in stagione). Poi la chiamata del Sudtirol, in C: 24 reti in un anno e mezzo. In seguito Triestina, Bari, Modena, Pro Vercelli e, nel 2021, Monterosi (14 gol nel torneo scorso, già 6 quest’anno). «Qui mi trovo bene, mi piace passeggiare e nella Tuscia ci sono tanti luoghi affascinanti. Vado spesso sul lago di Bracciano, è un posto bellissimo, anche se, ci tengo a precisare, noi abruzzesi non abbiamo nulla da invidiare agli altri. L’Abruzzo è una regione unica». A proposito di passeggiate, a giugno Costantino ha scelto di fare il cammino di Santiago de Compostela. «In quei giorni non ero felice e, su consiglio di un amico, sono partito. Ho percorso 300 chilometri su 800 totali, mi sono fermato a causa di un problema fisico. Tornerò per completarlo, ma arrivare a Santiago è una formalità, la tua Compostela devi trovarla in te stesso. Esperienza emozionante, mi ha aiutato a guardarmi dentro e a migliorare alcuni aspetti del mio carattere». Qualche anno fa il Pescara pensò di ingaggiarlo. «Solo una chiacchierata, nulla di più», rivela Costantino che prima di smettere vorrebbe giocare almeno in B. (g.t.)
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