Il Teramo si è piantato: un altro pareggio

16 Dicembre 2019

È il quarto nelle ultime cinque giornate. Bombagi la sblocca su punizione, il Catania rimonta dopo appena quattro minuti

TERAMO. È durata quattro minuti, quelli trascorsi tra la pennellata su punizione di Bombagi e il gol in mischia dello stopper Esposito, l’illusione del Teramo di ritrovare la vittoria dopo 42 giorni di astinenza. È finita con un altro pareggio (il quarto nelle ultime cinque partite) e questa raffica di “X” dice da sola, senza che siano necessarie dissertazioni tecnico-tattiche, che il Teramo si è impantanato. Del resto, che la squadra di Tedino vada piano in classifica è la conseguenza del fatto che va piano in campo. Ieri le due squadre giocavano a due all’ora: imbarazzante il Teramo dei primi 30 minuti, rimasto passivo di fronte al palleggio senza sbocchi degli ospiti; inguardabile il Catania della ripresa, che ha lasciato palla e campo al Diavolo fino a prendere gol ma poi l’ha sfangata, complice l’ennesima topica difensiva biancorossa.
Tedino, che non aveva le uniche due prime punte della rosa (Cianci out, Magnaghi con mezz’ora nelle gambe), non ha avuto il coraggio di affiancare dall’inizio a Martignago lo scalpitante Minelli e davanti alla difesa e al pivot Arrigoni ha proposto una linea di personaggi in cerca d’autore, alla fine rimasti privi d’identità: il mediano di fatica Santoro si è adattato come poteva all’ala destra, Costa Ferreira e Mungo da interni sono rimasti piatti, il secondo quasi sempre fuori dal gioco, e Bombagi largo a sinistra ha sbagliato quasi tutto salvo due punizioni dal limite, una calciata sulla traversa e la seconda in rete. In questo modo, e avendo un’ala davanti, non si poteva certo risolvere l’astenia da gol che attanaglia il Teramo da tempo.
Proprio Martignago, calciando alto dai 20 metri al 4’, ha dato l’illusione di un Teramo in grado almeno di fare la partita. Invece, a parte una bella incursione di Santoro con cross non raccolto da nessuno al 25’, il Catania ha fatto possesso palla in tranquillità, sia pure senza mai tirare in porta (ma Biondi, al 21’, si è comunque creato una buona occasione). Poi il Diavolo ha avuto una fiammata: gran punizione di Bombagi dal limite e traversa piena (32’), cross di Cancellotti per lo stesso Bombagi che ha deviato di ginocchio di poco fuori (33’) e colpo di testa di Martignago sventato d’istinto da Furlan su piazzato di Costa Ferreira (38’). Il Catania ha sciupato con Mazzarani una buona ripartenza che ha chiuso un primo tempo quasi soporifero.
Più vivace la ripresa, che il Teramo ha approcciato con brio anche grazie al fatto che gli avversari regalavano palloni e spazi. Martignago si è visto ribattere un tiro da un braccio galeotto al 10’, protestando; poi ha mandato al tiro in corsa Mungo (12’), ma Furlan ha deviato in tuffo. Tedino al 21’ ha messo dentro Minelli e Magnaghi, che hanno composto un tridente con Bombagi (passato a destra). Proprio Minelli al 33’ ha guadagnato una punizione dal limite che Bombagi ha fatto planare in rete superando la barriera: un gol da applausi. Ma al 37’ una palla messa in mezzo all’area teramana dall’out destro ha trovato Catania libero di colpire di testa ed Esposito libero di raccogliere la respinta di Tomei, segnando l’1-1. Nel finale il Teramo ha rischiato grosso su una ripartenza in campo aperto di Sarno sventata da un gran recupero del redivivo Soprano (primi minuti per lui in campionato, una buona notizia) e ha sfiorato il 2-1 con un colpo di testa fuori di Minelli su cross di Cappa. Alla fine sono piovuti fischi. C’è da capirli: la gente si aspettava ben altro Teramo, e non solo ieri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA