Il Torino sceglie Mazzarri Cairo: «È l’uomo giusto»

Il presidente: «Dispiace per Mihajlovic, ma non eravamo contenti dei risultati Il ko contro la Juventus in Coppa Italia non c’entra. Volevo Walter già dieci anni fa»
TORINO. Finisce l'era Mihajlovic, inizia il regno di Walter Mazzarri. Cambia in poche ore la guida tecnica del Torino, dopo che nella notte, in seguito al ko in Coppa Italia con la Juventus, la situazione è precipitata. Un colpo di scena che avrebbe sorpreso anche molti giocatori del Torino. Il presidente Cairo, dopo aver comunicato in tarda nottata l'esonero al tecnico serbo, è partito alla carica per Mazzarri, chiudendo in poche ore la trattativa: il tecnico livornese ha diretto ieri pomeriggio il primo allenamento in granata, a porte chiuse, conoscendo i calciatori che allenerà fino al 2020. Una giornata ricca di emozioni in casa Torino, con il passato e il futuro della panchina distanti solo 160 metri, nel centro cittadino. Sinisa Mihajlovic è rimasto in camera all'Hotel Principi di Piemonte, la sua casa in questo anno e mezzo granata, ricevendo la visita della figlia e di Lorenzo De Silvestri, terzino fortemente voluto dal tecnico serbo. Ma nella notte sarebbero andati a trovarlo altri giocatori granata. Qualche decina di metri più in là, presso la sede del Torino in via Arcivescovado, Walter Mazzarri ha firmato il contratto che lo legherà fino al 2020 al Torino, non prima di aver risolto quello con il Watford, in scadenza nel 2019 a circa due milioni di euro. Domani alle 12.30 esordirà sulla sua nuova panchina contro il Bologna.
In serata il commento del presidente Urbano Cairo. «È un passo che non fa piacere ma che andava fatto. Dispiace esonerare un tecnico, era sette anni che non lo facevo. Purtroppo è successo, non tanto per la partita con la Juve, ma abbiamo fatto un bilancio di questo primo semestre e non è positivo. Il Toro ha migliorato la squadra rispetto alla scorsa stagione, ha aggiunto Niang, Rincon, tenuto i migliori, ma abbiamo 4 punti in meno e non c’è stata continuità. Non è stato un girone d’andata che ci ha soddisfatti e che ci ha fatto pensare a un trend positivo per arrivare all’Europa». La decisione di cambiare allenatore non è stata dunque improvvisa. «Era da dopo Natale che stavamo ragionando», continua Cairo, «l’impegno c’è stato, so che Mihajlovic ha dato il massimo ma alla fine i risultati non erano quelli che avremmo voluti». Per quanto riguarda la scelta di Mazzarri, «lo volevo prendere già 10 anni fa, quando andò alla Sampdoria. È un allenatore di grande livello, di grande temperamento. Cambio tattico? Sta al mister, ha fatto anche il 4-3-3, è una persona concreta, pragmatica, tende a fare le cose senza sconvolgimenti particolari». Mazzarri dovrà dare quella scossa all'ambiente necessaria per scrollarsi di dosso la crisi di gioco e di risultati che ha affievolito, ma non spento del tutto, il sogno europeo del presidente e dei tifosi del Torino.
Mihajlovic lascia il Torino con più pareggi (24) che vittorie (23) e sconfitte (17). Per lui un amaro finale anche per l'irriguardoso commento, sui social, del parlamentare di destra Massimo Corsaro, juventino sfegatato e nemico del politicamente corretto: «Mihajlovic uno zingaro che guida una squadra di frustrati perdenti». Un insulto che il tecnico serbo difficilmente lascerà cadere, dopo avere condannato più volte i cori di insulti che gli hanno rivolto le curve avversarie.

