L’Italia di Spalletti è all’inizio, ma già piace al pubblico azzurro

14 Settembre 2023

ROMA. L'Italia di Luciano Spalletti sta nascendo, e in attesa del parto azzurro i tifosi già apprezzano. Lo dicono il dato di vendita biglietti matedì a San Siro - 58mila - e soprattutto quello dell'...

ROMA. L'Italia di Luciano Spalletti sta nascendo, e in attesa del parto azzurro i tifosi già apprezzano. Lo dicono il dato di vendita biglietti matedì a San Siro - 58mila - e soprattutto quello dell'Auditel. Ancora una volta la nazionale ha vinto in tv, con sette milioni e 688 mila spettatori medi e uno share da primi in classifica, 38 per cento. Certo, c'è la curiosità per il nuovo. Eppure la nuova Italia è solo all'inizio della sua gestazione. Spalletti lo ha lasciato capire chiaramente, a caldo, subito dopo la vittoria con l'Ucraina: «Sono stati venti giorni di grande pressione nella testa, perché c'erano troppe cose di cui rendersi conto, anche se lo staff mi ha dato una grande mano». Come dire, ora il ct comincia a guardarsi intorno, e con un mese di lavoro da remoto, da qui alle sfide di ottobre, ci sarà modo di scelte più ponderate, di analisi più approfondite. Per fare il calcio che vuole l'uomo dello scudetto, ovvio, servono uomini giusti, nella tecnica e nella testa. E una dedizione totale, ha fatto capire chiaramente il tecnico di Certaldo. «Sarò feroce nelle scelte», aveva premesso alla vigilia di Italia-Ucraina. Lo ha dimostrato subito: dicendo a Donnarumma che il posto è suo, ma che deve coltivare il talento, allenandolo senza presunzione; e soprattutto lasciando in panchina Ciro Immobile (neanche subentrato, al momento di far uscire Raspadori) pochi giorni dopo avergli consegnato la fascia di capitano. Perchè? Ha chiesto un tifoso al quale era stata concessa domanda, a fine conferenza nella notte di San Siro. «Sei tifoso di Immobile?», la replica del ct, prima di andar via. «Ma la questione non è questa: ci sono tanti attaccanti, anche Scamacca, anche Kean». Insomma, nel gruppo consolidato (e non troppo allargato, come con Mancini) con qualche giovane che Spalletti ha detto di avere in mente, non ci sarà spazio - ha esplicitato il ct - per chi non tollera le panchine. L'interesse della squadra, l'impiego di diversi interpreti secondo le esigenze, l'adattabilità alla concentrazione mentale richiesta dal suo gioco: questi, è presumibile, i criteri guida di Spalletti per costruire un'altra Italia. Anche perché la vittoria sull'Ucraina conforta in chiave qualificazione a Euro 2024, soprattutto nella chiave degli scontri diretti, ma non è certo risolutiva. Ancora più da costruire è il passaggio del turno. A ottobre l'Italia è impegnata (il 14) a Bari contro Malta, poi, il 17, a Wembley contro l'Inghilterra; poi a novembre Macedonia del Nord a Roma e Ucraina in campo neutro. Quella potrebbe essere la sfida decisiva, e se si arriva a pari punti all'Italia basterebbe il pari.
Roberto Di Candio