L’Italvolley inizia stasera la scalata all’oro mondiale

Sfida contro il Giappone in un Foro Italico tutto esaurito Il ct Blengini: «Siamo pronti». Zaytsev: «Ci proviamo»
ROMA. Un ultimo allenamento direttamente sul centrale del Foro Italico (poco meno di 11mila spettatori, tutto esaurito da tempo), e poi si farà sul serio. Per l'Italvolley di Gianlorenzo Blengini il conto alla rovescia è agli sgoccioli, il debutto Mondiale col Giappone (stasera ore 19.30 su Rai 2) ormai alle porte. «Ci siamo, finalmente» ammette il ct azzurro alla vigilia, cercando di 'proteggere’ il suo gruppo da pressioni e aspettative: «Tutti ci chiedono se dopo 20 anni si può tornare a sognare un oro. Il pubblico nutre la speranza che la squadra riesca a fare grandi cose, ma non è una novità. Viviamo questa realtà con abitudine e naturalezza».
E con la consapevolezza di non essere tra le principali candidate al titolo. «Sappiamo di non essere favoriti, siamo umili ma anche ambiziosi. Sappiamo di avere delle qualità, e di aver sudato molto per prepararci. Abbiamo fatto tutto quello che era nella nostra disponibilità per arrivare pronti», aggiunge l'allenatore torinese. «Non mi piace far proclami, il nostro obiettivo è andare in campo e sviluppare la nostra migliore pallavolo. E questo è l'aspetto decisivo nel cercare un risultato. Le partite poi vanno affrontate una per volta». Insomma, meglio non dar per scontato nulla col Giappone. «Affrontiamo una squadra che è cresciuta, che progressivamente ha migliorato il suo livello di gioco. Bisogna concentrarsi sull'avversario senza ragionare su cose più generali. Vogliamo rompere il ghiaccio, e farlo bene» sottolinea Blengini, al suo primo Mondiale: «Ho fatto tutte le altre manifestazioni tranne questa», ricorda. «Disputarlo in casa penso rappresenti una di quelle cose che se vivi di sport nella tua vita speri di poter fare almeno una volta». Certo, vincerlo sarebbe il massimo, ma anche il capitano della squadra Ivan Zaytsev preferisce non sbilanciarsi. «La finale di Torino obiettivo minimo? Magari, ma non esageriamo. Conosciamo il nostro potenziale però e quello degli avversari, ce la dobbiamo giocare. Non vediamo l'ora di cominciare il nostro percorso. Si parte da Roma che simbolicamente è un po’ il centro del mondo», spiega l'opposto spoletino. «Affronteremo questo torneo per step, non possiamo guardare troppo lontano. La formula è complicata, ti porti dietro tutti i risultati fino alla fase finale quindi non possiamo permetterci di mollare mai, nemmeno con avversari sulla carta più deboli di noi. Ora pensiamo a fare un bell'esordio». L'opposto spoletino è l'unico reduce del Mondiale disputato a Roma nel 2010. «Hanno provato a farmi fuori ma sono rimasto qua...», la battuta dello schiacciatore di Modena. «Otto anni fa ero ancora un ragazzino, emozioni e sensazioni oggi sono totalmente diverse, l'esperienza maturata nel tempo fa si che aumentino le sicurezze. La sfrontatezza però è rimasta. Un tatuaggio per celebrare l'oro mondiale? Chissà, ci potrebbe scappare anche una Mole Antonelliana...».
Angelo Benedetto

