Lanciano, i giovani corrono e producono ricavi al club

Premiata la linea verde della società: nella passata stagione con il “minutaggio” ha incassato circa 800 mila euro. Ma il meccanismo adesso è cambiato
LANCIANO. Puntare sui giovani, anche giovanissimi, per valorizzarli, farli crescere e, perché no, ricavarci anche dei soldi. E’ questa la politica Virtus da anni. Una buona prassi che permette ai giovani, tanto bistrattati nel calcio italiano, di emergere e alle casse della società, di respirare un po’. Alberto Cerri, 18 anni, Marco Pinato, 19 anni, Andrea Conti, Gaetano Monachello, Pasquale De Vita e Laurentiu Branescu, 20 anni, Davide Agazzi, 21. Sono questi i “ragazzi d’oro” della Virtus 2014/2015 che dovranno dimostrare, durante la stagione appena iniziata, di poter stare nel calcio che conta e di riuscire a portare, giocando il più possibile, nelle casse societarie dei soldi. Con il minutaggio, la Virtus lo scorso anno ha incamerato circa 800mila euro. Soldi reinvestiti nel budget annuale. Per prendere in prestito altri giovani, anche se in numero minore rispetto allo scorso anno perché la Lega ha cambiato le carte in tavola. Quest’anno la Lega di serie B, che non obbliga le società ad avere un numero minimo e preciso di giocatori per accedere al minutaggio, ha complicato i giochi. Ha reso il minutaggio ancora più difficile perché ha escluso gli under 23. Giocatori come Gatto, Thiam e Paghera che fino allo scorso anno, essendo classe 1992 e 1991 potevano rendere anche dal punto di vista del minutaggio, ora non saranno calcolati. Contano gli under 21, ossia i calciatori nati dal 1993 in su e la Virtus ne ha diversi. Oltre ai sette già citati, ci sono anche l’attaccante Simone Fioretti e il centrocampista Michele Di Prisco del 1995 e il difensore Mattia Bei, 1996 , tutti della Primavera, pronti a salire in prima squadra. E sarebbe un bel passo in avanti per la società che deve iniziare a puntare sempre di più sul proprio vivaio. Meccanismo complesso quello del minutaggio. In pratica per massimizzare i profitti, bisognerebbe avere in campo almeno quattro under 21 per i 90 minuti di gioco per un totale di 360minuti per quasi tutte le partite. Ma è impossibile. Di solito i tempi sono diversi; gli under 21 possono giocare un tempo, pochi minuti, possono essercene quattro in campo o uno. Alla fine delle partite e poi della stagione si tirano le somme e i soldi vengono divisi tra tutte le società che hanno fatto scendere in campo i giovani. Maggiore è il numero delle società, minore è il ricavo per ognuna di esse. L’anno scorso la Virtus, guadagnando 800mila euro, significa che ha lavorato tanto e bene con i ragazzi e che non c’erano molte altre società a dividersi la torta. L’auspicio è di ripetersi anche quest’anno.
Teresa Di Rocco
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