Manita Napoli, Juventus travolta Spalletti vola verso lo scudetto

14 Gennaio 2023

Prova di forza dei partenopei che umiliano i bianconeri e li allontanano di dieci punti dalla vetta L’ultimo 5-1 subito risaliva al 30 maggio ’93 contro il Pescara: per i biancazzurri fece gol anche Allegri

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NAPOLI (4-3-3): Meret 7; Di Lorenzo 7, Rrahmani 7, Kim 7, Mario Rui 7 (25’st Olivera 6); Anguissa 6.5, Lobotka 7, Zielinski 7 (34’st Ndombélé sv); Politano 6.5 (1’st Elmas 7), Osimhen 8, (34’st Raspadori sv), Kvaratskhelia 7.5 (43’st Lozano sv). A disp: Sirigu, Marfella, Ostigard, Juan Jesus, Bereszynski, Gaetano, Demme, Zerbin, Simeone. All: Spalletti

JUVENTUS (3-5-1-1): Szczesny 6; Danilo 5, Bremer 4, Alex Sandro 5; Chiesa 5 (28’st Iling-Junior sv), McKennie 5, Locatelli 5.5 (10’st Paredes 5.5), Rabiot 5.5 (38’st Soulé sv), Kostic 5; Di Maria 7 (28’st Miretti sv); Milik 6 (10’st Kean 5.5). A disp: Perin, Pinsoglio, Gatti, Rugani, Fagioli. All: Allegri

Arbitro: Doveri di Roma
Reti: 14’pt e 20’st Osimhen, 39’pt Kvaratskhelia, 42’pt Di Maria, 10’st Rrahmani, 27’st Elmas
Note: cielo sereno, campo in buone condizioni. Ammoniti: Danilo. Angoli 2-5. Recupero 2’ pt, 3’ st. Spettatori 60mila
NAPOLI
La capolista Napoli è sempre più sola al comando. La Juventus, dopo otto vittorie consecutive in campionato con zero gol incassati, stecca la nona e crolla in maniera clamorosa al Maradona subendo cinque gol e una dura lezione. Per i bianconeri si tratta di un vero e proprio tonfo, di una disfatta che ha poche giustificazioni e qualche spiegazione legata a un'interpretazione tattica della gara del tutto inappropriata. Spalletti contro Allegri, dopo le schermaglie dialettiche della vigilia, si affrontano sul campo e il tecnico dei padroni di casa esce vincitore su tutta la linea. A una giornata dal termine del girone d'andata il divario tra la prima e la seconda in classifica (in attesa dell'impegno di oggi a Lecce del Milan) aumenta a dieci punti, con il Napoli che respinge e limita le speranze di rimonta dei bianconeri che escono dal Maradona pesantemente ridimensionati. Per uno strano scherzo del destino, l'ultima volta che la Juventus ha subito 5 reti, in tutte le competizioni, é stato in una sfida persa con il Pescara 5-1 e il primo gol del Delfino di quella "manita" fu segnato dall'attuale tecnico bianconero, su calcio di rigore. Era il 30 maggio del 1993.
Al 14' arriva il gol del vantaggio degli azzurri ed è merito di Kvaraskhelia che si fa trovare a centro area e conclude l'azione con una sforbiciata. Szczesny devia come può e sulla ribattuta si avventa Osimhen che insacca con un colpo di testa. Nonostante lo svantaggio Allegri non modifica l'impostazione della gara e viene punito nuovamente al 38'. L'impreparazione di Chiesa a svolgere compiti da terzino è ancora più evidente in questa circostanza. Osimhen si libera sulla destra di Bremer e serve il georgiano il quale, senza opposizione della difesa juventina, insacca con un tiro rasoterra. Nel finale di tempo i bianconeri accorciano le distanze grazie a un'iniziativa di Di Maria sulla destra. Al 41' un rimpallo in area di rigore tra Zielinski e Kim favorisce l'argentino che manda il pallone in rete con un rasoterra. Il secondo tempo è cominciato da 9' quando il Napoli ristabilisce e distanze. Il gol arriva da un calcio d'angolo battuto da Kvaraskhelia con Rrahmani che raccoglie dal lato opposto e scaraventa il pallone in rete con un gran tiro di destro. La Juventus accusa il colpo e il Napoli diventa padrone del campo più di quanto non lo fosse stato fino a quel momento. Le azioni in velocità degli uomini di Spalletti mettono ripetutamente in crisi la retroguardia avversaria e Osimhen e Kvaraskhelia diventano quasi immarcabili. Il duo d'attacco del Napoli al 19' confeziona il quarto gol. Il georgiano pennella un traversone sulla testa del nigeriano che devia in rete il pallone. Il Napoli insiste e al 26' va in gol anche Elmas che entra in area e calcia verso la porta. Il pallone, deviato da Alex Sandro, si insacca alle spalle di Szczesny. La partita finisce senza altri sussulti con l'immagine negli occhi dei 60mila del Maradona di una capolista che ha ritrovato il passo della prima parte della stagione.
Angelo Caradonna