Memushaj, assist e sogni: «Voglio tornare in serie A e poi il Mondiale in Qatar»

5 Dicembre 2019

La mezzala del Delfino: «Torneo livellato, possiamo arrivare in alto Sabato festeggio il compleanno e voglio una vittoria come regalo»

PESCARA. Nel 2022 avrà 36 anni e, forse, smetterà di correre dietro al pallone, di sfornare assist e di portare in alto il nome di Pescara e della sua Albania. Prima, però, il centrocampista biancazzurro Ledian Memushaj ha due obiettivi: la serie A e il Mondiale in Qatar, come ha raccontato al Centro, ieri, nella diretta Facebook disponibile sul sito www.ilcentro.it.
Memushaj, dove può arrivare questo Pescara?
«Abbiamo la possibilità di replicare la passata stagione, quela con Pillon. Ovviamente, con un finale diverso (sorride, ripensando alla semifinale play off persa col Verona, ndr). Veniamo da una sconfitta amara e, per ambire a qualcosa di importante, dobbiamo cambiare atteggiamento. La classifica è corta, il campionato è equilibrato e, quindi, bisogna dare sempre il massimo per evitare sorprese».
Crede alla promozione in A?
«Certo! A parte il Benevento, siamo tutti in ballo. Credo alla serie A, possiamo provarci. Il campionato è equilibrato e quest’anno l’occasione per fare il salto di categoria è ghiotta. Ci vuole solo un po’ più di coraggio. Dobbiamo avere la stessa mentalità vincente che ha l’Inter di Conte. Dopo aver vinto una partita, bisogna subito pensare a vincere la successiva».
Questa squadra è più forte rispetto a quella del 2015- 2016, quando avete centrato la promozione in A?
«Nella stagione 2015-2016 con Oddo in panchina c’erano giocatori straordinari, come Torreira, Lapadula, Mandragora, Verre. Questa di Zauri ha meno stelle, ma è molto più matura ed equilibrata».
Come è cambiato Memushaj rispetto a quattro anni fa?
«Sono più vecchio (ride, ndr). A parte gli scherzi, prima pensavo più a me stesso, invece, adesso guardo prima al bene della squadra e, poi, alle mie prestazioni».
Quanto le dispiace non partecipare agli Europei 2020 con l’Albania?
«Tantissimo. Abbiamo sfiorato la qualificazione, ma la sconfitta in Turchia per 1-0 ci ha piegato le gambe».
Il suo rapporto con il ct Edy Reja?
«Eccezionale. Per me è come un padre. Ti sa consigliare e aiutare nei momenti giusti. Poi lui ha Pescara nel cuore e ricorda benissimo gli anni in cui ha allenato il Delfino».
Il suo obiettivo adesso è la promozione in A e la qualificazione ai Mondiali 2022 in Qatar?
«Sarebbe bellissimo. Farò di tutto per centrare entrambi gli obiettivi».
Negli ultimi 7-8 anni la Nazionale albanese è cresciuta in modo esponenziale. Qual è il segreto?
«Il merito è del presidente della federcalcio, Armand Duka, e, soprattutto, dell’ex ct Gianni De Biasi e del suo vice Paolo Tramezzani. Loro, dal 2011 al 2017, hanno fatto un lavoro eccezionale per quanto riguarda il reclutamento. Hanno ridato credibilità e lustro all’Albania, andando a scovare dei giocatori bravi. La partecipazione agli Europei del 2016 è stato solo un punto d’inizio e vedrete che in futuro faremo grandi cose».
L’Albania la scorsa settimana è stata sconvolta dal terribile terremoto. I suoi cari stanno tutti bene?
«Da me, a Valona, parenti e amici stanno bene. Il terremoto si è sentito tanto, però non ci sono stati danni. Durazzo è la città più colpita. Io dieci giorni prima ero lì, perché c’è il centro tecnico della Nazionale. Sono rimasto senza parole. È stato un brutto colpo per una nazione che ha già delle problematiche da risolvere. Noi albanesi, però, davanti alle difficoltà abbiamo sempre dimostrato di saperci rimboccare le maniche. Siamo gente tosta e ci rialzeremo».
È alla quinta stagione in biancazzurro e ha altri due anni di contratto. Chiuderà la carriera in riva all’Adriatico?
«Sì. Nel 2022 avrò 36 anni e forse smetterò. Mi piacerebbe iniziare la carriera da allenatore, magari col Pescara visto che io e mia moglie abbiamo deciso di vivere qui».
Ha dei rimpianti?
«No, però la rottura del crociato nel 2014, quando ero a Carpi, mi ha precluso alcuni obiettivi. Forse sarei potuto arrivare in un grande club con due anni d’anticipo. Tuttavia, non rimpiango nulla e sono felicissimo di vestire la maglia biancazzurra».
Uomo-assist formidabile. Una piacevole conferma.
«I miei otto assist passano in secondo piano se poi non arrivano i risultati. Mi metto a disposizione della squadra e spero di aiutarla per farla arrivare il più in alto possibile».
Sabato pomeriggio la gara con il Venezia, nel giorno del suo 33° compleanno. Si aspetta un bel regalo?
«Affronteremo una squadra che gioca molto bene e sarà dura spuntarla. Io vorrei sicuramente un bel regalo. Festeggiare con una vittoria in tasca ha un altro sapore».
Di Luciano Zauri che cosa pensa?
«Come metodo e mentalità è simile a Massimo Oddo. A me piace il suo modo di intendere il calcio».
Quanti punti vorrebbe raccogliere da qui alla fine del girone d’andata?
«Tanti. È inutile fare calcoli, ma, se vogliamo arrivare in alto, bisogna prendere più punti possibile».
La squadra rivelazione?
«Mi ha impressionato il Crotone. Gioca bene, ha ottimi elementi anche se è un po’ discontinuo».
Il giocatore più forte che ha incontrato finora?
«Pobega del Pordenone»
Nella scorsa estate è vero che la Salernitana ha fatto di tutto per strapparla al Pescara?
«Ho sentito delle voci, ma credo che non ci sia stato mai nulla di concreto. Io avrei comunque preferito restare qui. Pescara è casa mia».
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