Merola a caccia della svolta Zeman punta sul suo pupillo

Appena 2 gol segnati, l’attaccante vuole spiccare il volo contro la Carrarese
PESCARA . Due gol in 920’, uno ogni cinque partite. Aggiungendo la Coppa Italia, 3 reti in 1.010’: una ogni 336’ (poco meno di una ogni quattro gare). La media realizzativa di Davide Merola non è all’altezza della sua fama e della enorme qualità tecnica. Roba di altra categoria rispetto alla serie C. Zeman lo sa e non lo muove mai dalla mattonella destra del suo tridente. Ma i gol dello scugnizzo di Santa Maria Capua Vetere mancano come il pane, oggi, a questo Pescara. Dieci volte su undici titolare, a parte la panchina iniziale in trasferta contro il Sestri Levante (è entrato dopo l’intervallo).
L’intoccabile. Per il boemo non c’è formazione senza Merola in attacco. Punzecchiato e rimproverato a più riprese, ma mai in discussione. Al contrario dei suoi colleghi di reparto, che da settimane ruotano alla ricerca di assetti e gerarchie ben definite. È anche vero che la concorrenza a destra è meno forte rispetto al centro e a sinistra, con il giovane Masala che sta ancora metabolizzando il salto di carriera, venendo dal campionato Primavera e quindi alla primissima esperienza lontano dalla casa madre. La verità, però, è che Merola al momento è uno dei pilastri per lo sviluppo del gioco di Zeman. Il 23enne campano è alla sua terza stagione alle dipendenze del tecnico: a Foggia due anni fa 11 gol complessivi e 4 assist in 32 presenze, giocando a volte anche al centro del reparto da falso nueve, anche se principalmente ha dato il meglio di sé nella sua posizione naturale: largo a destra per rientrare e calciare con il sinistro.
A caccia di gol. L’anno scorso arrivato a fine gennaio (c’era ancora Colombo), ma da marzo di nuovo con il boemo, ha fatto ancora meglio: 8 gol totali e 6 assist in sole 19 presenze. Numeri da top player di categoria, che hanno spinto il presidente Sebastiani e il ds Delli Carri a puntare su tutto sulla sua esplosione definitiva agli ordini dell’allenatore di Praga in questa stagione: addio Empoli, si ricomincia da Pescara per riprendersi un posto nel calcio dei big.
Peccato, però, che il furetto cresciuto nell’Inter non sia riuscito, finora, ad ingranare le marce alte e diventare il grimaldello con cui spaccare le difese avversarie: fin dalla prima giornata, contro la Juventus Next Gen, di occasioni ne ha avute a bizzeffe, ma sono mancate mira e lucidità (e un po' di fortuna, va detto anche questo). La fiducia, quella no, di certo non gli manca: anche domani a Carrara sarà una delle certezze della formazione biancazzurra contro la Carrarese.
Le scelte. Zeman solo su Merola e pochi altri ha le idee chiarissime. Plizzari tra i pali, Pierno e Mesik in difesa, il grande ex Tunjov a metà campo. Tutto il resto è da decidere dopo la rifinitura di questa mattina. Brosco, al pari dello slovacco, è diffidato. Far giocare entrambi significherebbe rischiare di ritrovarseli squalificati per la prossima casalinga contro il Rimini. Ma Pellacani non è ancora al top (se lo sarà ad inizio settimana prossima, giocherà dal 1’ in Coppa contro il Pineto), quindi l’alternativa è Di Pasquale, candidato a giocare sul centro sinistra, con Mesik spostato sulla destra.
Il posto di terzino sinistro è sempre in ballottaggio: Milani però sembra in vantaggio su Moruzzi. In mediana, Squizzato favorito su Aloi, mezzala destra Franchini, verso il debutto da titolare. Occhio a De Marco e Dagasso. Tridente con Tommasini al centro, favorito su Cuppone. A sinistra solita sfida interna tra Cangiano e Accornero: l’ex Bologna è in crescita e potrebbe dare maggiori soluzioni offensive (i calci piazzati, ad esempio) e quel pizzico di personalità in più in una trasferta delicata, contro una squadra che in casa non ha mai perso.
Orlando D’Angelo
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