Milan, scoppia il caso Paquetà: si autoesclude dai convocati

MILANO. Scoppia il caso Paquetà, alla vigilia della gara di stasera contro il Brescia (ore 20,45). Il centrocampista del Milan, dopo l'allenamento, chiede infatti a Pioli di non essere convocato...
MILANO. Scoppia il caso Paquetà, alla vigilia della gara di stasera contro il Brescia (ore 20,45). Il centrocampista del Milan, dopo l'allenamento, chiede infatti a Pioli di non essere convocato perché «poco sereno», turbato dalle sei panchine consecutive (con appena 60' giocati) e con il desiderio di essere ceduto altrove per giocare di più e non perdere la maglia della Nazionale. Stefano Pioli, poche ore prima in conferenza, gli aveva chiesto una reazione: «Lui deve avere la convinzione di essere un giocatore completo per qualità e quantità, deve diventare più determinante nella fase conclusiva, o fa gol o lo fa fare». Pioli ora dovrà cercare di isolare la problematica per cercare di cavalcare l'onda delle tre vittorie consecutive. La risalita è evidente: un mese fa l'Europa era un puntino lontano e sospeso dopo lo schiaffo doloroso di Bergamo, oggi dista appena due punti. «Non abbiamo ancora fatto niente», sottolinea Pioli, «la classifica rimane appesa a Milanello fino al 24 maggio perché non siamo qui a pettinare le bambole». Il Brescia sarà pure senza il grande ex Balotelli ma Pioli si aspetta una lotta al Rigamonti: «Senza di lui il Brescia perde qualità ma troverà sicuramente più compattezza, dinamismo e aggressività. Saranno molto determinati ma noi proveremo a vincere questa partita». Ci sarà la conferma del 4-4-2, con il rientro in difesa di Musacchio, che si riprenderà il posto di centrale occupato da Kjaer contro l’Udinese. Conti ed Hernandez saranno gli esterni, con Romagnoli al centro. Calhanoglu favorito su Rebic per la fascia sinistra. Bennacer e Kessie saranno i due interni, con Castillejo a destra. In attacco la coppia Ibrahimovic-Leao. «Ibra è un valore aggiunto per la posizione che ha in campo, per lo spessore, l’atteggiamento, la professionalità e la determinazione che mette ogni giorno», spiega Pioli, «sta facendo molto bene anche ai compagni. Non mi sorprende che abbia avuto immediatamente questo effetto sulla squadra, parliamo di un campione che è stato e che è tra i migliori al mondo. Ho trovato una persona molto disponibile, intelligente, non dico che sia entrato in punta di piedi perché uno come Ibra è difficile che lo faccia, ma ha studiato con curiosità».

