Montella crede nel colpaccio Allegri: attenti, non siamo sazi

Il Milan cerca conferme dopo la larga vittoria con il Chievo. Occhi puntati su Kalinic Il tecnico della Juve fiducioso. Ma recrimina: «Noi penalizzati da due rigori falliti»
MILANO. L’undicesima giornata di serie A prende il via alle 18 con il big match tra Milan e Juventus. Sfida affascinante e, allo stesso tempo, delicatissima con due squadre che non possono permettersi passi falsi. I rossoneri vogliono dare seguito al bel successo esterno col Chievo, mentre la Juve deve scongiurare la possibile fuga di Napoli e Inter, impegnati domani rispettivamente contro Sassuolo e Verona. Dopo settimane ad aspettare la svolta, Vincenzo Montella ha finalmente l'occasione per rimettere il Milan in carreggiata. Superando l'esame Juve, l'allenatore perderebbe finalmente lo status di precario e la squadra troverebbe le certezze necessarie per continuare a inseguire un posto in Champions League. «Vedo la luce ma non possiamo accontentarci. Col Chievo si è accesa la miccia, ora serve la vera fiamma. Con la Juve può arrivare la svolta», chiarisce Montella. «Il periodo negativo di risultati ha cementato la voglia di vincere», aggiunge alla vigilia della sfida con i campioni d'Italia, in un San Siro tutto esaurito (78.328 spettatori, fra cui uno stuolo di vip dal ct Ventura al governatore della Lombardia Maroni), e circa 730 milioni di persone davanti alla tv in tutto il mondo. Il contorno è stimolante, le motivazioni extra possono fare la differenza. «La Juve gioca un calcio attraente. È una partita impari sulla carta, ma abbiamo le possibilità e le carte in regola per farcela. I giocatori sono gasati, io ho voglia di battere la Juve». Nelle parole di Montella c'è senso di riscatto, dopo settimane fra critiche e spifferi di spogliatoio. «Qualche sassolino nelle scarpe mi è stato infilato, anche di nascosto - sorride -. Fortunatamente i miei piedi erano sempre comodi». Fiducia a Kalinic in attacco.
Qui Juve. Sei scudetti consecutivi non bastano a placare la fame di vittorie dei bianocneri. «Non abbiamo assolutamente la pancia piena» puntualizza il tecnico Massimiliano Allegri. «La differenza rispetto all'anno scorso è che le prime stanno facendo meglio: il Napoli ha 8 punti in più, l'Inter addirittura 12, noi stessi 1. I partenopei stanno facendo cose straordinarie, al momento però la differenza sono i due rigori che abbiamo sbagliato». La Juventus deve quindi recitare il mea culpa per il doppio errore di Dybala dal dischetto, che è costato tre punti, oltre naturalmente ad alcune amnesie difensive, il vero cruccio di questa stagione in cui l'attacco splende e la difesa arranca. «Serve equilibrio - catechizza i suoi -, gli scontri diretti e le grandi partite si vincono con una grande difesa visto che è difficile fare 6 gol all'avversario in uno scontro diretto. Se non prendi gol te ne basta uno. Certi errori non devono esserci. Spero che non si ripetano con il Milan. Loro sono in ritardo in classifica ma alla fine sono certo che lotteranno per le prime quattro posizioni».
Assente, invece, nel Milan l'atteso ex Bonucci, squalificato. «Mi spiace che non ci sia. Nelle grandi partite ci dovrebbero essere sempre tutti».
Claudio Giannini

