Oddo: i fischi sono meritati, ma non si aiuta la squadra

27 Ottobre 2016

Il tecnico: «Mercato sbagliato? Abbiamo reperito il meglio che potevamo»

PESCARA. È buio pesto. Doveva essere la notte della svolta, mentre il sogno si è trasformato in un vero incubo. Ancora una sconfitta per il Pescara, che contro l'Atalanta deve di nuovo ammainare bandiera bianca rinviando l'appuntamento con il primo successo.

Stavolta a fine partita i fischi sonori dei tifosi hanno coperto gli applausi. Zero tiri in porta, idee (confuse) poche e le certezze sono venute meno.

«Confusi? No, perché abbiamo fatto quello che avevamo preparato», dice l'affranto Oddo in sala stampa. «Con una squadra giovane come la nostra rischi di perdere autostima e non sei più spensierato. Contro l'Atalanta abbiamo provato a fare una partita diversa, "sporca", e l'abbiamo persa. Noi abbiamo l'unica via che è quella del nostro gioco perché non siamo come l'Atalanta, ovvero capaci di non giocare e di contenere».

Mastica amaro l'allenatore dei biancazzurri, che per gran parte della gara è rimasto in camicia e gilet sotto la pioggia. Si è disperato, ha urlato, ma il game over è stato inevitabile. «Abbiamo preso un gol su palla inattiva dopo 12 calci d'angolo in cui avevamo fatto bene. È calata la concentrazione e in serie A, in questi casi, ti fanno gol. Questa è la verità. Non dobbiamo mollare di un centimetro, perché al minimo errore vieni punito. Dobbiamo migliorare tanto sotto questo aspetto».

Squadra impalpabile, zero gioco e zero idee. «Non siamo riusciti ad essere incisivi sottoporta». E sul suo stato d'animo risponde: «Non sono tranquillo quando non vinci. Contro gli orobici è subentrata un po' di paura. Non abbiamo creato, ma neanche subìto. La mia posizione? L'allenatore si sente sempre in discussione. Queste sono valutazioni che fa la società e mi assumo le responsabilità». E su chi gli fa notare le scelte di mercato estive, lui è chiaro: «Il mercato non ci sta dando ragione, ma le nostre sono state scelte mirate, in base alle nostre possibilità e necessità. Ci si chiede perché non abbiamo preso Borriello e dico perché costava troppo, o Pinilla e dico che l'Atalanta non ha voluto cederlo. E tanti altri esempi. Non abbiamo trovato nient'altro che facesse al caso nostro, anche per aspetti economici. È stato un mercato difficile e abbiamo reperito il meglio che potevamo».

Fischi, tanti fischi, a fine partita. «Dispiace sempre essere fischiati, perché credo che sia stata la prima volta che abbiamo perso giocando male. Il nostro compito è quello di lavorare per prendere applausi. Fischi legittimi. Però un po’ più di sensibilità da parte del pubblico sarebbe opportuno. Questi ragazzi danno sempre tutto ed escono sempre con la maglia sudata».

E poi racconta quei secondi, che, almeno sugli spalti, sono sembrati interminabili: una trentina, che hanno fatto tremare le tribune dello stadio Adriatico. Attimi di paura, ansia, sgomento, per quello che sta accadendo ad un centinaio di chilometri da Pescara. Intorno alle 21.18 la terra trema di nuovo e la scossa è più forte rispetto a quella delle 19. Gli spettatori fuggono dagli spalti, l'arbitro si accorge che qualcosa non va e sospende la partita per circa 3 minuti e mezzo, dal 30' al 34' del primo tempo.

«Ero talmente preso dalla partita che non ho pensato subito a quanto stesse accadendo, poi ci siamo resi conto e la gara è stata sospesa», racconta Oddo, prima di tornare negli spogliatoi. Sarà una settimana dura per il Delfino.

Per l'Atalanta è Tullio Gritti, il vice allenatore, ad analizzare la partita per la Dea. «Siamo stati bravi ad arginare il Pescara. Sapevamo bene che la squadra di Oddo ha sempre creato 4-5 occasioni per gara e siamo stati bravi a bloccare le loro individualità».

Gian Piero Gasperini rimane in tribuna, all'interno di uno Sky box, urla per tutta la gara per cercare di incitare i suoi. Anche Oddo urla, ma di rabbia. E ora un brutto cliente, il Milan a San Siro, in un momento non certo felice per il Pescara. Ma a volte le cose accadono quando non te l’aspetti...

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