Pescara, a Livorno la possibile svolta. E Fiorillo è già una certezza

Il Delfino torna alla vittoria. Il colpo realizzato in Toscana può dare una scossa a livello mentale ai biancazzurri. (Foto Mucciante)
PESCARA. Dalla pennellata di Letizia al doppio tocco vincente di Sardo con il brivido del palo. Gli ultimi 20 secondi del match di Livorno hanno regalato la prima vera grande gioia stagionale e la corsa di tutta la panchina verso Sardo urlando a squarciagola potrebbe rappresentare, almeno dal punto di vista mentale, la svolta della stagione. Ma dal punto di vista tecnico e tattico c’è ancora molto da lavorare. In una sola giornata il Pescara ha recuperato tre punti al Ravenna e alla Reggiana ma lo Spezia non si ferma più e resta un -11 che oggi è difficile da ricucire.
L’analisi post Livorno. I primi 20’ del match sono stati interpretati molto bene dal Pescara, forse i migliori della stagione. Zero rischi, Erradi e Valzania che andavano a turno ad attaccare vicino a Parigi e la ricerca costante della giocata ad uno massimo due tocchi. Quanto richiesto e quanto voluto da Buscè. E anche la linea difensiva guidata da Nardin e Pellacani era alta non permettendo al Livorno di ripartire. Poi piano piano le cose sono cambiate, l’intensità degli interpreti è calata e la squadra ha perso qualche metro. Non solo. Il 4-3-3 proposto a Livorno non prevedeva che gli esterni bassi supportassero D’Ausilio e Vitali, la scelta era quella di rischiare qualcosa di meno. A conti fatti pochi pericoli per Fiorillo ma solo un’occasione creata con Valzania. Il copione del match è cambiato quando Lucarelli ha provato (riuscendoci) a dare la scossa. Con Malagrida e il nuovo 4-2-3-1 il Pescara ha iniziato a soffrire e Buscè non è riuscito a trovare contromisure. Dalla panchina dentro solo Ferraris (da esterno con tanti compiti difensivi) e Sardo per Erradi, ma il Livorno non ha fatto respirare i biancazzurri. Molto meglio (bravo Buscè per il coraggio) è andata con i tre cambi nei minuti finali. Meazzi si è preso il calcio di punizione decisivo e Gatto ha dato un po’ di vivacità.
Il calo nella ripresa. C’è però un dato che non va sottovalutato. Analizzando tante partite dell’inizio di stagione biancazzurra (Ravenna, Sestri Levante, Spezia e Livorno in particolare) nell’ultima parte di gara il Pescara ha sofferto tanto. Una lettura potrebbe essere la lunga serie degli indisponibili che ha di fatto privato Buscè di tante soluzioni. Un’altra lettura potrebbe mettere degli interrogativi sulla condizione atletica di qualche giocatore. Solo il campo, quando tutti saranno a disposizione, darà una risposta.
L’infermeria. A proposito di infermeria. Domani alla ripresa degli allenamenti ci sarà con il gruppo Davide Merola e questa è una buona notizia. Mai in stagione Buscè ha avuto Merola da esterno con Vitali pronto a dare energia fresca nella ripresa. Nelle prime due gare di campionato Davide Merola ha agito da punta centrale prima del lungo stop per infortunio. Una forte contusione prima, una piccola lesione muscolare dopo rimediata alla vigilia del match con l’Atalanta Under 23. Restano ai box Eletu (operato venerdì scorso al menisco) e il portiere Ujkaj.
Erdis Kraja. Ma c’è una novità: nell’idea della società ci poteva stare quella di rimettere in lista Kraja al posto di Eletu, viste anche le caratteristiche del giocatore e le difficoltà di Guccione nel reggere il ritmo per 90’. Ma anche Kraja è stato costretto a fermarsi per un problema fisico. Se ne riparlerà nei prossimi giorni.
Certezza Fiorillo. E da Livorno il Pescara va via con una grande certezza. Vincenzo Fiorillo è tornato e tutta la squadra ha acquisito sicurezza. Almeno tre parate determinanti e qualche rimpianto per quella lesione muscolare che lo ha costretto a saltare tutte le gare di settembre. «Peccato, non mi era mai successo negli ultimi anni un problema muscolare ma ora voglio dare una mano alla squadra e sono veramente felice di indossare questa maglia che per me è speciale», ha detto il 36enne genovese.

