Pescara, festa al fotofinish Cangiano-gol piega la Spal

Il Delfino vince al 90° grazie all’attaccante davanti a oltre 1000 tifosi biancazzurri
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SPAL (4-3-3): Del Favero 5; Bruscagin 5.5, Arena 6, Peda 5.5, Celia 7; Contiliano 6 (20’ st Collodel 6), Carraro 6, Maistro 6; Siligardi 6 (29’ st Rosafio 6), Antenucci 6 43’ st Rabbi sv), Dalmonte 6.5 (43’ st Rao sv). A disp: Alfonso, Meneghetti, Fiordaliso, Valentini, Bertini, Parravicini, Saiani, Iglio, Dumbravanu. All: Colucci
PESCARA (4-3-3): Plizzari 6.5; Moruzzi 7, Mesik 6.5 Brosco 7, Pierno 7; Tunjov 6 (1’ st Manu 6), Squizzato 6, De Marco 6 (1’ st Dagasso 7.5), Accornero 6.5, Cuppone 6 (1’ st Cangiano 8), Merola 6.5. A disp: Ciocci, Barretta, Milani, Di Pasquale, Masala,, Aloi, Vergani, Floriani, Mussolini, Mora, Staver, Tommasini. All: Zeman
Arbitro: Nicolini di Brescia
Reti: 20’ pt Tunjov (rig), 42’ pt Celia, 44’ st Cangiano
Note: Spettatori 8.542 (1.072 ospiti). Espulso al 37’ st Andreini dirigente accompagnatore della Spal per proteste. Ammoniti Carraro, Mesik, Maistro, Arena. Angoli: 5-1 per il Pescara. Recupero: 2’, 4’.
FERRARA
Minuto 90, Dagasso recupera il pallone e serve sulla corsa Cangiano. L’ex Bologna mira la porta e di destro fa gonfiare la rete (Del Favero non impeccabile). Ma la corsa non è finita perché con i suoi compagni vola sotto la curva con i 1.072 tifosi biancazzurri e si unisce a loro con un abbraccio virtuale. Il Pescara batte la Spal 2-1 e vola al secondo posto in classifica a 5 punti dalla sorpresa Torres, ma con una partita in meno.
La qualità della Spal, la bellezza di uno stadio pieno come il Mazza, gli oltre 1.000 tifosi al seguito e la spensieratezza dei giovani talenti di Zeman: tutto sembrava fuorché una gara di serie C. Era a tutti gli effetti un assaggio di B e alla fine il brindisi è quello fatto con lo champagne con etichetta rigorosamente biancazzurra. Colucci recupera Dalmonte e Carrarro, in attacco c’è Mirko Antenucci: fascia di capitano al braccio, 39 anni e non sentirli. Professionista con la P maiuscola che merita solo applausi. Zeman è in vena di conferme: in campo lo stesso undici che ha iniziato la gara di lunedì scorso con il Gubbio, ma all’intervallo sorprenderà tutti. Inizio equilibrato, fase di studio senza particolari sussulti ma quando il Pescara accelera dà la sa sensazione di poter far male. E per la Spal il dolore è grosso al minuto 20. Cuppone chiama il pallone in area, Carraro fa un intervento in netto ritardo e va sulla gamba dell’attaccante biancazzurro. Rigore netto con Tunjov che spiazza l’ex Del Favero e porta in vantaggio il Pescara.
Cuppone reclama un altro rigore, la sensazione è che le proteste siano più che motivate. Plizzari spiega anche al pubblico di Ferrara perché al Milan lo consideravano l’erede di Donnarumma. Contiliano si inserisce bene e calcia a botta sicura ma il numero uno biancazzurro dice no e lo fa in bello stile.
Pescara che sembra controllare il match, ma la Spal pareggia al 42°. Dalmonte sfida Brosco, il capitano biancazzurro vince il duello ma il rimpallo non lo favorisce. Celia da due passi spedisce in rete. Mago Zeman all’intervallo. Tre cambi e uno più sorprendente dell’altro. Dentro Manu, Dagasso e Cangiano. Fuori De Marco e Tunjov e fuori anche Cuppone. Il risultato è che Accornero fa il finto centravanti.
Il Pescara diventa padrone del campo ma è un dominio sterile. Che Zeman fa fatica a gradire. La Spal non accelera e si adegua ai ritmi, Pierno fa un intervento capolavoro su Dalmonte che stava imbeccando Maistro. È l’unico sussulto di un secondo tempo avaro di emozioni. Entra Aloi: c’è più qualità e si vede ma al 90° è Dagasso ad inventare la giocata.
Pressione alta vincente e chiamata per Cangiano. Destro secco, la rete si gonfia e può iniziare la festa. Difficile descrivere a parole cosa è successo sotto il settore dei tifosi biancazzurri. Una festa che nessuno vorrebbe interrompere. La Spal alza bandiera bianca, nei 4 minuti di recupero nessun pericolo per Plizzari. Sipario su un match che Rete 8 ha permesso a tutti di vedere in chiaro, applausi per gli attori in campo e appuntamento a mercoledì: sarà derby con il Pineto all'Adriatico.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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SPAL (4-3-3): Del Favero 5; Bruscagin 5.5, Arena 6, Peda 5.5, Celia 7; Contiliano 6 (20’ st Collodel 6), Carraro 6, Maistro 6; Siligardi 6 (29’ st Rosafio 6), Antenucci 6 43’ st Rabbi sv), Dalmonte 6.5 (43’ st Rao sv). A disp: Alfonso, Meneghetti, Fiordaliso, Valentini, Bertini, Parravicini, Saiani, Iglio, Dumbravanu. All: Colucci
PESCARA (4-3-3): Plizzari 6.5; Moruzzi 7, Mesik 6.5 Brosco 7, Pierno 7; Tunjov 6 (1’ st Manu 6), Squizzato 6, De Marco 6 (1’ st Dagasso 7.5), Accornero 6.5, Cuppone 6 (1’ st Cangiano 8), Merola 6.5. A disp: Ciocci, Barretta, Milani, Di Pasquale, Masala,, Aloi, Vergani, Floriani, Mussolini, Mora, Staver, Tommasini. All: Zeman
Arbitro: Nicolini di Brescia
Reti: 20’ pt Tunjov (rig), 42’ pt Celia, 44’ st Cangiano
Note: Spettatori 8.542 (1.072 ospiti). Espulso al 37’ st Andreini dirigente accompagnatore della Spal per proteste. Ammoniti Carraro, Mesik, Maistro, Arena. Angoli: 5-1 per il Pescara. Recupero: 2’, 4’.
FERRARA
Minuto 90, Dagasso recupera il pallone e serve sulla corsa Cangiano. L’ex Bologna mira la porta e di destro fa gonfiare la rete (Del Favero non impeccabile). Ma la corsa non è finita perché con i suoi compagni vola sotto la curva con i 1.072 tifosi biancazzurri e si unisce a loro con un abbraccio virtuale. Il Pescara batte la Spal 2-1 e vola al secondo posto in classifica a 5 punti dalla sorpresa Torres, ma con una partita in meno.
La qualità della Spal, la bellezza di uno stadio pieno come il Mazza, gli oltre 1.000 tifosi al seguito e la spensieratezza dei giovani talenti di Zeman: tutto sembrava fuorché una gara di serie C. Era a tutti gli effetti un assaggio di B e alla fine il brindisi è quello fatto con lo champagne con etichetta rigorosamente biancazzurra. Colucci recupera Dalmonte e Carrarro, in attacco c’è Mirko Antenucci: fascia di capitano al braccio, 39 anni e non sentirli. Professionista con la P maiuscola che merita solo applausi. Zeman è in vena di conferme: in campo lo stesso undici che ha iniziato la gara di lunedì scorso con il Gubbio, ma all’intervallo sorprenderà tutti. Inizio equilibrato, fase di studio senza particolari sussulti ma quando il Pescara accelera dà la sa sensazione di poter far male. E per la Spal il dolore è grosso al minuto 20. Cuppone chiama il pallone in area, Carraro fa un intervento in netto ritardo e va sulla gamba dell’attaccante biancazzurro. Rigore netto con Tunjov che spiazza l’ex Del Favero e porta in vantaggio il Pescara.
Cuppone reclama un altro rigore, la sensazione è che le proteste siano più che motivate. Plizzari spiega anche al pubblico di Ferrara perché al Milan lo consideravano l’erede di Donnarumma. Contiliano si inserisce bene e calcia a botta sicura ma il numero uno biancazzurro dice no e lo fa in bello stile.
Pescara che sembra controllare il match, ma la Spal pareggia al 42°. Dalmonte sfida Brosco, il capitano biancazzurro vince il duello ma il rimpallo non lo favorisce. Celia da due passi spedisce in rete. Mago Zeman all’intervallo. Tre cambi e uno più sorprendente dell’altro. Dentro Manu, Dagasso e Cangiano. Fuori De Marco e Tunjov e fuori anche Cuppone. Il risultato è che Accornero fa il finto centravanti.
Il Pescara diventa padrone del campo ma è un dominio sterile. Che Zeman fa fatica a gradire. La Spal non accelera e si adegua ai ritmi, Pierno fa un intervento capolavoro su Dalmonte che stava imbeccando Maistro. È l’unico sussulto di un secondo tempo avaro di emozioni. Entra Aloi: c’è più qualità e si vede ma al 90° è Dagasso ad inventare la giocata.
Pressione alta vincente e chiamata per Cangiano. Destro secco, la rete si gonfia e può iniziare la festa. Difficile descrivere a parole cosa è successo sotto il settore dei tifosi biancazzurri. Una festa che nessuno vorrebbe interrompere. La Spal alza bandiera bianca, nei 4 minuti di recupero nessun pericolo per Plizzari. Sipario su un match che Rete 8 ha permesso a tutti di vedere in chiaro, applausi per gli attori in campo e appuntamento a mercoledì: sarà derby con il Pineto all'Adriatico.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

