Pescara, un’altra figuraccia Bucaro a un passo dall’addio

Biancazzurri umiliati (5-1) dal Rimini e l’allenatore ora pensa alle dimissioni
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RIMINI (4-2-3-1): Colombi 6; Tofanari 6, Lepri 6.5, Gigli 7, Quacquarelli 5.5 (1’st Semeraro 6.5); Sala 6, Langella 6; Lamesta 7.5 (41’st Iacoponi sv), Delcarro 6.5 (21’st Garetto 6), Malagrida 6 (21’st Capanni 6); Morra 7.5 (37’st Ubaldi 6.5). A disposizione: Colombo, De Lucci, Gorelli, Cernigoi, Iacoponi, Rosini. Allenatore: Troise
PESCARA (3-4-3): Plizzari 5; Pellacani 4 (1’st Staver 5.5), Brosco 4, Di Pasquale 5.5; Pierno 4.5 (31’st Meazzi sv), Aloi 6, Squizzato 6 (1’st Dagasso 5), Milani 4.5 (17’st Moruzzi 5); Merola 6, Accornero 5.5, Cangiano 5.5 (17’st Cuppone 5). A disposizione: Gasparini, Masala, Floriani, Tunjov, Sasanelli, Capone, Mesik, De Marco, Franchini. Allenatore: Bucaro
Arbitro: Di Reda di Molfetta
Reti: 7’pt Delcarro, 19’ pt Morra (rig.), 29’pt Merola (rig.); 3’st Lamesta, 28’st Morra, 37’st Ubaldi
Note: serata umida, terreno sintetico. Spettatori 3.172 di cui 2.199 abbonati. Incasso 16.996 euro. Ammoniti: Cangiano, Squizzato, Quacquarelli, Di Pasquale, Dagasso, Moruzzi. Angoli: 6-5 per il Pescara. Recupero: 1’; 2’.
RIMINI
Altra umiliazione, altra figuraccia. Il Rimini passeggia sul Pescara e vince 5-1 grazie ai soliti errori, pardon orrori dei biancazzurri che hanno dispensato regali a più non posso. Primo tempo ancora accettabile nonostante i limiti difensivi, ripresa da brividi. La posizione del tecnico Bucaro? L’allenatore non ha parlato in sala stampa ed è andato via con un’auto privata e non con il pullman della squadra. La notte porterà consiglio, ma la sensazione raccolta a caldo è che l’ex vice di Zeman voglia rassegnare le dimissioni.
Un segnale? L’abbraccio all’esterno dello stadio con il vice Diego Labricciosa. Un altro segnale? La dignità del tecnico che difficilmente potrà accettare di continuare dopo l’ennesima prova imbarazzante della sua squadra. A meno di ripensamenti (leciti e possibili) durante la notte o magari dopo aver sentito la società. Le colpe di Bucaro? Se guardiamo la partita di ieri di sicuro non si è vista organizzazione difensiva e anche i cambi all’intervallo non sono piaciuti. Perché lanciare Staver in un momento così delicato lasciando la difesa a tre? Perché richiamare Squizzato che aveva fatto un buon primo tempo? Ma il problema più grande resta di natura mentale e caratteriale.
Forse proprio sotto quell’aspetto Bucaro non è riuscito ad incidere. E l’inizio della partita rispecchia quello con la Carrarese. Cross dalla destra, Delcarro si inserisce tra Pellacani e Pierno e batte Plizzari. Il raddoppio? Ripartenza subita in campo aperto e cross, Di Pasquale è sfortunato e tocca con un braccio. Rigore e Morra firma il 2-0. Il Pescara a dire il vero in fase di possesso è anche piacevole da vedere con l’eleganza di Aloi e Squizzato e la qualità dei tre davanti. Ma punge poco e si espone alle giocate del Rimini. Delcarro però grazia Plizzari e sciupa il 3-0. Milani costruisce l’azione che può riaprire la gara.
Il suo cross è toccato con un braccio da Tofanari, Merola segna il 2-1 ma proprio il bomber biancazzurro si divora nel finale di tempo il 2-2 a tu per tu con Colombi. Forse è l'unico vero rammarico della serata del Neri. Intervallo: il Pescara resta negli spogliatoi. Il Rimini gioca quella che sembra una partitella del giovedì e segna a suo piacimento. Lamesta in apertura di ripresa prende le spalle (non è una novità) alla difesa biancazzurra e firma il 3-1. Soprattutto firma la fine della partita del Pescara. Moruzzi sbaglia (anche questa non è una novità), Morra realizza il poker. Quattro gol subiti come contro la Juventus NG il Gubbio, la Vis Pesaro e la Torres. Ma al peggio non c’è fine perché il neo entrato Ubaldi segna addirittura la quinta rete. «Dobbiamo vergognarci» hanno detto Brosco e Di Pasquale nel silenzio di società e staff tecnico. Hanno ragione. Adesso le strade sono due. Far scivolare così senza orgoglio e dignità la stagione nell’anonimato o provare a mostrare i muscoli ricordandosi che la squadra si chiama Pescara e che i suoi tifosi meritano rispetto. Come? Con un allenatore alla Delio Rossi o Stellone che sappia portare personalità. Convincerli è compito della società. Contro il Pontederà sabato prossimo perdere ancora significherebbe mettere a rischio i play off. «Così che ci andiamo a fare?». Ad oggi ha ragione Riccardo Brosco.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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RIMINI (4-2-3-1): Colombi 6; Tofanari 6, Lepri 6.5, Gigli 7, Quacquarelli 5.5 (1’st Semeraro 6.5); Sala 6, Langella 6; Lamesta 7.5 (41’st Iacoponi sv), Delcarro 6.5 (21’st Garetto 6), Malagrida 6 (21’st Capanni 6); Morra 7.5 (37’st Ubaldi 6.5). A disposizione: Colombo, De Lucci, Gorelli, Cernigoi, Iacoponi, Rosini. Allenatore: Troise
PESCARA (3-4-3): Plizzari 5; Pellacani 4 (1’st Staver 5.5), Brosco 4, Di Pasquale 5.5; Pierno 4.5 (31’st Meazzi sv), Aloi 6, Squizzato 6 (1’st Dagasso 5), Milani 4.5 (17’st Moruzzi 5); Merola 6, Accornero 5.5, Cangiano 5.5 (17’st Cuppone 5). A disposizione: Gasparini, Masala, Floriani, Tunjov, Sasanelli, Capone, Mesik, De Marco, Franchini. Allenatore: Bucaro
Arbitro: Di Reda di Molfetta
Reti: 7’pt Delcarro, 19’ pt Morra (rig.), 29’pt Merola (rig.); 3’st Lamesta, 28’st Morra, 37’st Ubaldi
Note: serata umida, terreno sintetico. Spettatori 3.172 di cui 2.199 abbonati. Incasso 16.996 euro. Ammoniti: Cangiano, Squizzato, Quacquarelli, Di Pasquale, Dagasso, Moruzzi. Angoli: 6-5 per il Pescara. Recupero: 1’; 2’.
RIMINI
Altra umiliazione, altra figuraccia. Il Rimini passeggia sul Pescara e vince 5-1 grazie ai soliti errori, pardon orrori dei biancazzurri che hanno dispensato regali a più non posso. Primo tempo ancora accettabile nonostante i limiti difensivi, ripresa da brividi. La posizione del tecnico Bucaro? L’allenatore non ha parlato in sala stampa ed è andato via con un’auto privata e non con il pullman della squadra. La notte porterà consiglio, ma la sensazione raccolta a caldo è che l’ex vice di Zeman voglia rassegnare le dimissioni.
Un segnale? L’abbraccio all’esterno dello stadio con il vice Diego Labricciosa. Un altro segnale? La dignità del tecnico che difficilmente potrà accettare di continuare dopo l’ennesima prova imbarazzante della sua squadra. A meno di ripensamenti (leciti e possibili) durante la notte o magari dopo aver sentito la società. Le colpe di Bucaro? Se guardiamo la partita di ieri di sicuro non si è vista organizzazione difensiva e anche i cambi all’intervallo non sono piaciuti. Perché lanciare Staver in un momento così delicato lasciando la difesa a tre? Perché richiamare Squizzato che aveva fatto un buon primo tempo? Ma il problema più grande resta di natura mentale e caratteriale.
Forse proprio sotto quell’aspetto Bucaro non è riuscito ad incidere. E l’inizio della partita rispecchia quello con la Carrarese. Cross dalla destra, Delcarro si inserisce tra Pellacani e Pierno e batte Plizzari. Il raddoppio? Ripartenza subita in campo aperto e cross, Di Pasquale è sfortunato e tocca con un braccio. Rigore e Morra firma il 2-0. Il Pescara a dire il vero in fase di possesso è anche piacevole da vedere con l’eleganza di Aloi e Squizzato e la qualità dei tre davanti. Ma punge poco e si espone alle giocate del Rimini. Delcarro però grazia Plizzari e sciupa il 3-0. Milani costruisce l’azione che può riaprire la gara.
Il suo cross è toccato con un braccio da Tofanari, Merola segna il 2-1 ma proprio il bomber biancazzurro si divora nel finale di tempo il 2-2 a tu per tu con Colombi. Forse è l'unico vero rammarico della serata del Neri. Intervallo: il Pescara resta negli spogliatoi. Il Rimini gioca quella che sembra una partitella del giovedì e segna a suo piacimento. Lamesta in apertura di ripresa prende le spalle (non è una novità) alla difesa biancazzurra e firma il 3-1. Soprattutto firma la fine della partita del Pescara. Moruzzi sbaglia (anche questa non è una novità), Morra realizza il poker. Quattro gol subiti come contro la Juventus NG il Gubbio, la Vis Pesaro e la Torres. Ma al peggio non c’è fine perché il neo entrato Ubaldi segna addirittura la quinta rete. «Dobbiamo vergognarci» hanno detto Brosco e Di Pasquale nel silenzio di società e staff tecnico. Hanno ragione. Adesso le strade sono due. Far scivolare così senza orgoglio e dignità la stagione nell’anonimato o provare a mostrare i muscoli ricordandosi che la squadra si chiama Pescara e che i suoi tifosi meritano rispetto. Come? Con un allenatore alla Delio Rossi o Stellone che sappia portare personalità. Convincerli è compito della società. Contro il Pontederà sabato prossimo perdere ancora significherebbe mettere a rischio i play off. «Così che ci andiamo a fare?». Ad oggi ha ragione Riccardo Brosco.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

