Pescara, Zauri bis al via: «Tornare qui è un sogno»

9 Aprile 2022

Il tecnico che ha preso il posto di Auteri si presenta: ora riprendiamo la corsa

PESCARA. Poco più di 2 anni fa, era il 20 gennaio 2020, saliva le scale dell’ufficio di Sebastiani con passo svelto e gli occhi carichi di rabbia per comunicare al presidente le sue dimissioni. Oggi Luciano Zauri ha il volto sereno e rilassato: in conferenza stampa i toni restano pacati e guai a fare proclami. Per il tecnico del Pescara idee molto chiare in vista della gara di oggi (ore 17.30) contro il Grosseto e qualche piccola bugia raccontata a fin di bene. «Ci tengo a dire che per me non è una rivincita, ma una grande opportunità», osserva il 44enne tecnico marsicano. «Permettetemi di mandare un saluto e un pensiero a mister Gaetano Auteri che è stato esonerato. Ma ora tocca a me e me la godo. Ringrazio il presidente Sebastiani e il ds Matteassi per avermi scelto. Per me stare qui è un sogno, questa è una seconda casa», continua ripensando al torneo 2019-2020. «Magari in quel campionato qualche errore l’ho fatto anche io, ma ora ho più esperienza». Usa una parola forte Luciano Zauri («sogno») e un’affermazione che sa di atto d’amore verso la città («una seconda casa»), per iniziare la sua seconda avventura tra i grandi sulla panchina biancazzurra e questa volta vuole restarci a lungo. Magari centrando traguardi importanti.
Vecchie ruggini. Dicevamo di qualche bugia detta a fin di bene, come il racconto della stagione 2019-2020 e del rapporto turbolento con Cristiano Del Grosso (ora vice allenatore) e Ledian Memushaj che viene glissato con eleganza. «Credetemi non c’è stato nulla. Si fanno delle scelte, ma dopo due secondi le frizioni finiscono. Oggi Cristiano è il mio secondo. Le cose vanno splendidamente e pensiamo alla partita per ripartire». Che oggi le cose vadano bene è una verità inconfutabile, ma due anni fa non erano certo rose e fiori.
La squadra. «I ragazzi stanno bene, ma è aprile e qualche acciacco c’è. Io sono ottimista di natura, oggi sono un foglio bianco e tutto quello che mi fanno vedere i giocatori io l’accetto. Il modulo? I numeri servono, ma poi c’è un’interpretazione. Clemenza e D’Ursi sono ottimi esterni, ma con caratteristiche diverse. Io chiederò loro di fare quello che sanno. Pontisso play? Non lo scopro io. Ha sempre fatto quel ruolo. Pompetti è più dinamico, ma c’è anche De Risio. Tutti e tre possono fare il vertice basso e domani (oggi, ndc) partiamo con Pontisso». Zauri infrange subito una regola del recente passato: non svelare nulla della formazione il giorno prima. Ma poi torna nei ranghi su quella che è una legge non scritta della stagione. «Sorrentino o Iacobucci? I ragazzi non sanno la formazione. Vedrete prima della partita».
Il precedente. L’avvicendamento Auteri-Zauri ricorda per certi versi quello Baroni- Oddo, nel 2015, e in quella stagione il Pescara sfiorò la A nella finale persa contro il Bologna. Ora Oddo si sta giocando la promozione in B al timone del Padova «I complimenti a Massimo li ho fatti al telefono. Io come Oddo? Non lo so, ma noi vogliamo fare benissimo. E non ci sono alibi».
Gli avversari. «Il Grosseto? Non vogliono mollare, sono aggrappati alla categoria e hanno ottenuto dei risultati interessanti ultimamente. Giocano bene e non c’è nulla di scontato nel calcio». Luciano Zauri saluta e va a dirigere la rifinitura. Con il sorriso arriva anche una simpatica provocazione dribblata con estrema facilità, mentre arriva il presidente Sebastiani che ai microfoni di Rete8 ha raccontato qualche aneddoto. «Con Zauri ci sentivamo spesso e non ci siamo persi mai di vista. Auteri? Lo ringrazio e se avesse avuto la squadra di gennaio già a luglio sarebbe andata diversamente. Ci ho preso un caffè insieme e nessun problema tra noi. Il caso plusvalenze? Dice bene il presidente Gravina, non è semplice dare un valore ai giocatori. Guardate Brunori. Per la Procura era un’operazione sospetta, oggi ha fatto 23 gol a Palermo e addirittura leggevo che un quotidiano lo ha indicato come bomber della Juventus…».
Enrico Giancarli