Pierich, un guerriero nella difesa di Roseto «Ora serve il colpo»

19 Dicembre 2018

All’orizzonte due trasferte di seguito, a Verona e a Ferrara L’ala: «Scaligeri forti, con gli emiliani uno scontro diretto»

ROSETO. Della più che onorevole sconfitta con Treviso di domenica scorsa, resta agli atti anche la bella dichiarazione di coach Menetti, a proposito della gara giocata da Simone Pierich: «Ha cambiato completamente il ritmo difensivo dei suoi Sharks, dando coraggio ai compagni, giocando sempre al limite». L’ala 37enne del Roseto ovviamente si prende i complimenti: «Sentirsi dire certe cose da un allenatore di quel livello fa piacere. Spesso tutti guardiamo solo alle statistiche, ma lui mi ha elogiato per tutte quelle piccole cose importanti che so fare in campo». Questa sua attitudine a dirigere la difesa si era in realtà già vista: «Direi dalla gara con Forlì: cose non facili da vedere, ma che servono tanto alla squadra». Un modo di difendere che sta diventando il vostro marchio di fabbrica: «Usiamo bene l’atletismo che abbiamo. E poi riusciamo a cambiare anche tante difese in corso d’opera abbastanza velocemente». L’opposto rispetto alle prime uscite stagionali: «Adesso invece sono una base di partenza fondamentale per riuscire a cogliere nuovi successi». Oltre ai complimenti di Menetti, che cosa le resta in testa della gara coi trevigiani? «Che dobbiamo esser contenti per come ci abbiamo messo la faccia, mantenendo a 67 punti una squadra che in media ne segna quasi 90». Nessun dispiacere quindi? «Quando siamo andati sotto di 10 ci siamo un po’ intristiti. Ma poi abbiamo riversato quella rabbia sulla difesa e stavamo quasi per rimetterla a posto. Purtroppo, però, avevamo speso tanto ed abbiamo fallito più volte il canestro del sorpasso». Adesso c’è Verona, sua ex squadra: «Il destino fa strani scherzi. Proprio un anno fa giocai con loro l’ultima partita e dopo Natale andai all’Eurobasket Roma». Verona va come un treno, 6 vittorie consecutive: «Il metodo di coach Dalmonte, per me uno dei migliori allenatori in giro, si vede. Ha avuto qualche problema all’inizio, ma lui lavora in modo maniacale: i giocatori ci mettono un po’ a capirlo, ma adesso giocano a memoria, e diventa tutto più facile». A chi fare attenzione? «A Ferguson, mio ex compagno a Biella: uno dei migliori giocatori del campionato». Dal punto di vista fisico come sta adesso? «Ho forzato sulle gambe e le reazioni sono positive. Sono a posto, la migliore condizione arriverà». Contento del percorso di crescita degli Sharks? «Direi di sì; se avessimo 2 punti in più saremmo più felici, ma siamo dove volevamo essere: perdere in casa contro le più forti ci sta, ma bruciano le due sconfitte in trasferta dell’inizio, dove abbiamo pagato l’inesperienza. Ma nel girone di ritorno quasi tutte le avversarie dirette dovranno venire al PalaMaggetti. Quindi darei un giudizio positivo, ma… vietato rilassarsi». Adesso avete due trasferte da fare a Verona e Ferrara, e poi ci sarà la Fortitudo Bologna in casa per chiudere il girone di andata. L’obiettivo? «Vorrei la vittoria a Ferrara, diretta concorrente: per noi varrebbero doppio». Nel frattempo, arrivati 1.500 euro di multa per le intemperanze dei tifosi nei confronti degli arbitri.
Marco Rapone
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