Pillon sotto tiro, il rinnovo con il Pescara è più lontano

28 Febbraio 2019

Oggi scade l’opzione per il prolungamento del contratto in scadenza a giugno Sebastiani, deluso dalla prova di Benevento, preferisce rinviare la questione

PESCARA. Calciatori con i musi lunghi, Bepi Pillon scuro in volto, tifosi delusi e Daniele Sebastiani amareggiato. La sconfitta di Benevento pesa come un macigno in chiave promozione diretta. Fino a quattro minuti dal termine, quando il punteggio era sull’1-1, il Pescara era secondo in classifica insieme al Palermo, ma il gol di Volta lo ha spinto in quarta posizione. E proprio i giallorossi di Bucchi sono diventati la vice capolista dietro al Brescia e davanti al Palermo. Si dirà che la sconfitta al Vigorito era preventivabile perché i biancazzurri avevano di fronte una delle principali favorite per la promozione in A. E su questo aspetto nessuno potrebbe avere nulla da obiettare. Tuttavia, molti non hanno apprezzato l’atteggiamento con cui il Pescara ha affrontato la prima frazione di gioco e l’ultima parte di gara. In primis, il presidente Daniele Sebastiani.
Il duro attacco. «Abbiamo disputato una brutta partita, specie nel primo tempo. Nella ripresa siamo andati meglio fino a quando abbiamo giocato e la squadra non ha pensato solo a difendersi», queste le parole di Sebastiani a fine gara. Dopo il successo contro il Padova e la salvezza virtualmente raggiunta, il presidente aveva espresso il desiderio di vedere un atteggiamento più sbarazzino in campo, invece i biancazzurri sono stati un po’ troppo remissivi. «Dopo il pareggio abbiamo pensato solo a difenderci e questa cosa non mi è piaciuta. Non dobbiamo avere paura, bisogna cambiare mentalità e atteggiamento». C’è da dire che il passaggio alla difesa a 5 è una costante che ha accompagnato la gestione di Pillon sin dall’inizio del campionato, in particolare quando il Delfino si è trovato in vantaggio.
Il cambio discusso. Al 22’ della ripresa, 3’ dopo il gol dell’1-1 di Mancuso, Pillon ha sostituito Monachello con Campagnaro e il Benevento ha iniziato a spingere di nuovo. Alla fine, dopo qualche pericolo scampato, la distrazione di Gravillon si è rivelata fatale e Volta ha punito il Pescara. I 41 punti in classifica avrebbero potuto spingere Pillon a osare qualcosa in più, ma è pur vero che la squadra è sempre stata nelle primissime posizioni giocando un tipo di calcio basato su una buona organizzazione difensiva e veloci ripartenze. Forse Pillon, che sicuramente non avrà preso bene lo sfogo di Sebastiani, è convinto che quella sia la strada da percorrere fino alla fine per giocarsi le proprie chance di promozione. Il Pescara ha una qualità minore rispetto ad almeno tre formazioni (oltre al Benevento, Palermo e Brescia) e il gap potrebbe essere colmato, almeno in parte, con la solidità difensiva. D’altronde, il bilancio contro le big è magro (7 punti in altrettante partite). Il corto circuito si crea perché Sebastiani ha una visione opposta. «Meglio giocarsela, altrimenti il gol prima o poi lo prendi», dice il presidente.
Rinnovo più lontano. Stasera scade l’opzione per il prolungamento del contratto di Pillon che scade a giugno. Sebastiani non ha intenzione di esercitarla in questa fase. Preferisce aspettare l’epilogo di questa stagione, ma, viste le premesse, le possibilità di vedere l’anno prossimo Pillon sulla panchina biancazzurra non sono molto alte.