Pirlo: Juve, serve continuità Giampaolo: Toro, riprovaci

Il tecnico bianconero: dalla Champions le risposte che volevo, siamo più sereni L’allenatore granata reduce dal Covid chiede cuore, organizzazione e personalità
TORINO. I due gol che Andrea Pirlo ha realizzato nei derby contro il Torino sono entrati entrambi nella storia: risalgono alla stagione 2014/2015, all'andata decise la sfida all'ultimo secondo di recupero, mentre al ritorno portò avanti i bianconeri poi rimontati nell'unico successo granata dell'era Cairo. Ora, il Maestro vivrà la stracittadina da oltre la linea laterale, ma non per questo sarà meno sentito: «È il derby, basta questo per spiegare l'importanza per le due squadre e le due tifoserie», le sensazioni di Pirlo ai microfoni di Juventus Tv, «ed è bello da giocare, ci sono sempre tante emozioni e speriamo di fare una grande gara». All'allenatore vengono riproposte le immagini di quel suo destro al minuto 92 e 54 secondi nella sfida contro il Toro del 30 novembre 2014 terminata 2-1 allo Stadium: «Fu una grandissima emozione, giocavamo in dieci ed erano gli ultimi secondi, riuscire a vincerla così è stato bellissimo ed è un ricordo indelebile». I granata sono in crisi, una sola vittoria in nove giornate di campionato, eppure Pirlo non si fida della squadra di Giampaolo: «Hanno una buona rosa, costruita bene e con un bravo allenatore che ultimamente ha cambiato un po’ il suo modo di giocare», la presentazione dell'avversaria del tecnico della Juve, «ma il loro calcio è propositivo con giocatori bravi in ogni reparto: sarà una partita difficile da giocare non solo perché è un derby, ma anche perché il Toro è un'ottima squadra». I bianconeri, invece, sono reduci dal convincente 3-0 rifilato alla Dinamo Kiev: «Cercavo una riposta per noi stessi e per il nostro morale, ora stiamo lavorando con un po’ più di serenità». Morata è squalificato, insieme a Ronaldo è pronto Dybala. A centrocampo certa la presenza di Rabiot, forse con Arthur; nelle retrovie Cuadrado, Bonucci, De Ligt e Danilo.
Nel Torino torna in panchina il tecnico di Giulianova Marco Giampaolo dopo la positività al Covid-19. «In questo periodo ci sono sempre stato emotivamente, anche se mi porto dietro ancora qualche sintomatologia», dice il tecnico a proposito del virus, «e bisogna fare attenzione e sacrifici: quasi tre settimane chiuso in casa è stato pesante». Si prepara per la stracittadina meno equilibrata d'Italia, il bilancio nell'era Cairo è di 18 sconfitte in 22 confronti: «Servirà cuore, organizzazione e tanta personalità», la ricetta di Giampaolo per cercare un successo che, dal 1995 ad oggi, è arrivato una sola volta, «proveremo a colmare il gap mettendoci tanta attenzione nei particolari: dobbiamo giocare senza lasciarci giocare dalla partita». Il tecnico è al suo terzo derby differente dopo quelli di Milano, sponda rossonera, e Genova, alla guida della Sampdoria: «Sono sfide che vivi per una settimana intera, ma in questa situazione è impossibile fare paragoni», l'analisi di Giampaolo, «perché il calcio senza tifosi è surreale, sembra quello della Playstation».
In avanti giocheranno Belotti e Zaza.
Angelo Caradonna

