Proia è mister fair play: fa annullare la rete del suo giocatore che aveva segnato con la mano

La sua squadra ha perso, domenica scorsa. Per tre reti a zero, tra le mura amiche e, per giunta, per mano di una diretta concorrente come il Pacentro. Eppure, durante e a fine gara, per il tecnico...
La sua squadra ha perso, domenica scorsa. Per tre reti a zero, tra le mura amiche e, per giunta, per mano di una diretta concorrente come il Pacentro. Eppure, durante e a fine gara, per il tecnico del San Francesco e i suoi ragazzi, ci sono stati solo elogi. Soprattutto per Marco Proia, protagonista diretto del bel gesto di fair play avvenuto nel corso del match. Quando, con la squadra di casa sotto di un gol, e dopo aver appena fallito il rigore del possibile pareggio, un suo giocatore, era andato sì a segno, ma colpendo il pallone con una mano. «Il sospetto lo avevo avuto», rammenta mister Proia, «avendo distintamente sentito il rumore di una sorta di schiaffo. Per quello, dopo che l'arbitro aveva indicato il centrocampo, ho chiesto al ragazzo se l'avesse colpita o meno con una mano, e una volta avuta conferma di ciò, ho subito chiamato il direttore di gara per riferirgli il reale andamento delle cose». Gol annullato dunque per il San Francesco, che nel finale ne prenderà altre due, ma non è questo il punto. Magari più in là, questo ko potrebbe costar caro agli aquilani, ma il segnale dato domenica è di quelli forti. Mille volte più importanti delle tante riunioni sul fair play che in Abruzzo, come altrove, si succedono nell'arco della stagione. «Personalmente», sottolinea Marco Proia, «ho sempre basato la mia carriera su principi di lealtà e sul rispetto dell'avversario. Da calciatore come da allenatore». Proia infatti, per chi non lo sapesse, è stato un efficacissimo goleador (circa 200 le reti messe a segno, tra Interregionale ed Eccellenza, nelle file di Amiternina, Celano, Luco e Santegidiese) negli anni 90, con tre promozioni e una Coppa Italia (di Eccellenza) al suo attivo. Trofei a cui vanno aggiunti i due campionati (e altrettante Coppe Abruzzo) vinti da tecnico, nel corso di una carriera spesa tra Barisciano, Paganica, Montereale, Fossa, Carsoli e Tornimparte, prima dello stop legato al terremoto. «Pur essendo nato a Roma», spiega Proia, «vivo all'Aquila dall'età di sei anni, e nel 2009, con i problemi dovuti al sisma, a tutto potevo pensare tranne che al calcio». Sposato con Rossella e padre della splendida Martina, il 49enne trainer aquilano ha però ripreso ad allenare questa estate: «Raccogliendo l'invito di un gruppo di amici, e perché si trattava della squadra del mio quartiere, la qual cosa mi consente di conciliare gli impegni calcistici e quelli lavorativi, altrimenti non avrei mai accettato». Scelta felice, la sua, perché di gente così il calcio ha un gran bisogno. A tutti i livelli.
La classifica marcatori. 13 reti: E. Vitelli (Odorisiana, 1 rig.), E. Mirolli (Atl. Cupello), E. Di Falco (Palena, 1 rig.); 11 reti: M. Liberatore (Morronese), Giorgitto (Scerne 2014, 1 rig.), P. Di Fulvio (Pretoro, 2 rig.); 10 reti: L. Di Meo (Villamagna), Saputelli (Sannicolese); 9 reti: Di Berardino (Ornano, 1 rig.), Marinelli (Villa S. Maria), M. Di Giovanni (Forconia, 1 rig.), E. Cuccurullo (Pacentro, 1 rig.), M. D'Ippolito (Palena), M. Di Matteo (Odorisiana), M. Del Roio (Atessa Mario Tano, 3 rig.). (s.d.c.)
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