Roma, il solito pareggio Garcia: «Prova inquietante»

9 Marzo 2015

VERONA. La ripartenza è una chimera, la Roma arranca ancora e non vince neanche a casa del Chievo. Ottavo pari in nove gare (all'andata i giallorossi dopo sette gare avevano fatto 18 punti, nel...

VERONA. La ripartenza è una chimera, la Roma arranca ancora e non vince neanche a casa del Chievo. Ottavo pari in nove gare (all'andata i giallorossi dopo sette gare avevano fatto 18 punti, nel ritorno con gli stessi match giocati i punti sono ridotti della metà, solo 9) senza potersi appigliare a nessun episodio: se la Juve batte oggi il Sassuolo si porta a +11.

Ma è difficile anche sperare di respingere, se l'andazzo è questo, l'assalto delle pretendenti al secondo posto. È un Roma monocorde quella che al Bentegodi divide la posta con il Chievo perché i giallorossi non brillano. Il Chievo si dimostra squadra ostica, lotta con caparbietà - e lo dimostra il bruttissimo infortunio al 17' del giovanissimo Mattiello che contende la palla a Nainggolan e si frattura una gamba - dopo lo choc i team veronese si chiude a riccio e poi riparte ficcante, ma il maggior tasso tecnico dei capitolini dovrebbe fare quella differenza che invece non si nota.

Alla Roma difetta anche l'approccio alla partita. Molle, senza idee e spessore. È infatti la formazione di casa a condurre le danze anche se la prima occasione della partita è una girata di Iturbe. Poi c'è molto più Chievo che Roma eccetto una fiammata di Gervinho nel finale. Troppo poco per una squadra infarcita di giocatori di qualità.

Intanto i ragazzi di Maran ci mettono grinta, corsa e determinazione. La qualità soprattutto in fase offensiva lascia a desiderare, ma nonostante la volontà i pericoli dalle parti di De Sanctis sono evanescenti. Totti è il simbolo del momento opaco della formazione di Garcia. Il capitano palla al piede dispensa idee e palloni importanti, ma non gli si può chiedere anche di pressare, correre e contrastare costantemente anche se fa pure questo visto che i compagni, come Paredes e Keita, non riescono a prendere in mano il pallino del gioco. Quando Garcia capisce che deve cambiare registro, il tecnico inserisce Ljajic per Totti e anche Verde per Iturbe per dare più brio al suo attacco, ma il progetto riesce a metà. Il Chievo si chiude ancora di più, accentua la sua fase difensiva.

«Ci sono sconfitte incoraggianti ma questo pareggio è inquietante. Dobbiamo muoverci di più, da domani torneremo in campo e dovremo fare molto meglio», dice a fine gara uno sconfortato Garcia che non salva nessuno dei suoi: Nel primo tempo non ho riconosciuto per niente la mia squadra, e questo è la prima volta che mi è successo da quando sono qua. Domani dobbiamo dirci la verità ed avere una reazione forte».