Sarri: faccia tosta e follia, sarà un Napoli a viso aperto

15 Febbraio 2017

Stasera i partenopei al Bernabeu con 10mila tifosi al seguito contro il Real Madrid Il tecnico: «Spero che Maradona dica qualcosa alla squadra prima della partita»

MADRID. Contro il Real senza paura. Di fronte ai campioni d'Europa e del mondo, d'altronde, è inutile arretrare. Maurizio Sarri ha le sue certezze sull'atteggiamento da tenere stasera (ore 20,45) contro i campioni di Spagna, tanto che ci scherza su: «Ho il dubbio se schierare tre o quattro punte...». Lui è al debutto in un grande palcoscenico. Dallo stadio Comunale di Stia, un piccolissimo borgo in provincia di Arezzo, alla panchina del Santiago Bernabeu. Dalla seconda categoria dilettanti agli ottavi di finale di Champions League. Dal 1990 ad oggi, in 27 anni di carriera, Maurizio Sarri ha fatto un bel po’ di strada. Guiderà il Napoli contro la squadra più forte e titolata del mondo in un'avventura esaltante per tutti: per il tecnico, per i calciatori, per il presidente De Laurentiis e i dirigenti, per i tifosi azzurri che in questa ore stanno invadendo la capitale spagnola con una marcia pacifica e colorita e che stanno toccando la felicità con un dito. «Dovremo avere», sostiene Sarri, «la faccia più tosta possibile, dovremo avere la follia di giocare qui il nostro calcio, contro la squadra più forte del mondo. Per noi è importante arrivare a vedere a che punto siamo nei confronti delle squadre top a livello mondiale». «La formazione che manderò in campo», ha aggiunto, «sarà quella che ritengo la più offensiva possibile e che nello stesso tempo mi garantisca anche di poter difendere in maniera buona. Non è cambiando due uomini che possiamo diventare una squadra capace di abbassarsi e contenere la furia del Real. Dovremmo cambiare tutti e undici e non ce la faremmo lo stesso».

«Per me», ha raccontato Sarri alla vigilia, «è gratificante aver fatto una carriera lunga, partendo dal basso ed essere arrivato fin qui. È stato formativo e soprattutto in certe categorie vedi di tutto e di più, e quindi o cresci o muori. Penso che sia un percorso che, generalizzando, dovrebbe essere fatto da tutti. Poi ci sono le eccezioni per esempio Guardiola, il più grande allenatore attuale, che ha fatto involontariamente dei danni, perché ha invogliato tante società ad andare su quella strada e tanti ragazzi giovani che potrebbero diventare grandi allenatori sono stati bruciati». Stasera il Napoli sarà sostenuto da diecimila tifosi, presenti sugli spalti del Bernabeu e da Diego Armando Maradona. «Spero», ha detto il tecnico, «che Maradona abbia il tempo di incontrarci e dire due parole alla squadra. Trovarsi di fronte una leggenda che ti parla, che ha fiducia in te, ti dice che puoi fare una buona partita, è benzina. Io sento tanti discorsi su questo stadio e sulle difficoltà a giocare al Bernabeu. Ma lo stadio tutto il prestigio lo deve al fatto che qui dentro si è sempre esibita una squadra fortissima».

LE FORMAZIONI

REAL MADRID (4-3-3): 1) Navas; 2) Carvajal, 5) Varane, 4) Sergio Ramos, 12) Marcelo; 19) Modric, 14) Casemiro, 8) Kroos; 17 Lukas Vazquez, 9 Benzema, 7 Cristiano Ronaldo. Allenatore: Zidane.

NAPOLI (4-3-3): 25) Reina; 2) Hysaj, 33) Albiol, 25) Koulibaly, 31) Ghoulam; 20) Zielinski, 42) Diawara, 17) Hamsik; 7 Callejon, 14 Mertens, 24 Insigne. Allenatore: Sarri.

ARBITRO: Skomina (Slov).

Carlo Gennariello