Spalletti: «La Nazionale deve stare a cuore a tutti, anche a Sarri»

FIRENZE. Una vittoria per arrivare nel migliore dei modi alla sfida di martedì 17 ottobre a Wembley contro l’Inghilterra, prima nel gruppo C per le qualificazioni a Euro 2024 con 13 punti, contro i 7...
FIRENZE. Una vittoria per arrivare nel migliore dei modi alla sfida di martedì 17 ottobre a Wembley contro l’Inghilterra, prima nel gruppo C per le qualificazioni a Euro 2024 con 13 punti, contro i 7 degli Azzurri. Che hanno una partita in meno, e sabato alle 20.45 ospitano Malta a Bari, dove sono già 49mila i biglietti venduti. Sfida tutt’altro che proibitiva e vittoria obbligata per l’Italia che «deve stare a cuore a tutti», come ha detto Luciano Spalletti ieri al suo secondo raduno a Coverciano, dove il ministro Antonio Tajani gli ha anche consegnato l’attestato di “Ambasciatore della diplomazia dello Sport”.
«Considero i miei giocatori creature speciali e li tratto come tali», ha sottolineato in conferenza stampa il ct, «ma voglio anche risposte speciali: non voglio gente che viene qui forzatamente». E a Maurizio Sarri, che aveva osservato «più me ne lascia a casa, più contento sono», ribatte: «Noi non vogliamo rimandarli indietro peggiorati bensì migliorati, e comunque la maglia della Nazionale deve stare a cuore a tutti, anche a lui». Il laziale Mattia Zaccagni è stato escluso perché «aveva la caviglia gonfia, parlo sempre con i ragazzi e se lui dice che sta bene ovvio che lo chiamo, ma se appare titubante allora resta dov’è». Convocato Federico Chiesa nonostante il derby saltato: «Lo abbiamo sottoposto ad alcuni accertamenti, li confronteremo con quelli del club e li faremo vedere anche a lui. Poi valuteremo il da farsi».
Spalletti ieri ha parlato quasi un’ora e mezza, e ovviamente anche della partita di sabato contro Malta, che segue il pari con la Macedonia del Nord e la vittoria sull’Ucraina: «Non snobbiamo nessuno», ha assicurato. E ha continuato: «Davanti alla domanda su cosa mi piacerebbe vedere in particolare sabato rispondo la totale dedizione al sacrificio e all’impegno, il dover capire che la felicità vera non è quella che sentiamo o abita in noi ma è quella che riesci a far vivere alle persone cui vuoi bene. La felicità è pensare a chi è dovuto andare all'estero per lavorare e ogni volta che gioca la Nazionale sta davanti alla tv sperando che vinca per sentirsi meno distante dal proprio Paese. La felicità è questa, voglio vedere gente che in campo si sbatte con voglia».
Euro 2032, si decide la sede. Oggi a Nyon l’Uefa annuncia le sedi degli prossimi Europei 2028, unica candidatura quella di Regno Unito e Irlanda, e del 2032, con l’unica candidatura che è quella di Italia e Turchia.

