Teramo, inviato il ricorso alla Figc per riavere la C Ma si pensa anche a come ripartire dalla serie D

TERAMO. Il ricorso contro la bocciatura della Covisoc è stato inviato ieri pomeriggio dall’avvocato Di Cintio. Ma le speranze che domani il consiglio federale della Figc possa ammettere il Teramo al...
TERAMO. Il ricorso contro la bocciatura della Covisoc è stato inviato ieri pomeriggio dall’avvocato Di Cintio. Ma le speranze che domani il consiglio federale della Figc possa ammettere il Teramo al prossimo campionato di serie C sono residue, pressoché nulle, dal momento che le quote di maggioranza della famiglia Ciaccia sono bloccate dal tribunale di Roma e in società non è cambiato nulla dal momento del parere espresso dalla Covisoc a oggi. Quindi la situazione è la stessa. In giornata, però, il tribunale di Roma dovrebbe esprimersi sull’istanza di dissequestro delle quote della società, l’unico passaggio che può aiutare il Teramo a sperare di vincere la battaglia per la sopravvivenza magari al Collegio di garanzia del Coni, nelle prossime settimane. In caso di responso positivo, i Ciaccia riprenderebbero in mano le redini del club, potrebbero ricapitalizzare e presentarsi al Coni con un quadro societario migliore per chiedere l’ammissione alla prossima stagione. Questa la speranza.
C’è, però, chi pensa al piano B. In caso di bocciatura il sindaco Gianguido D’Alberto, d’intesa con la federazione, potrebbe decidere di indire un bando per consentire alla città di fare calcio in serie D. Il progetto migliore - tra quelli presentati - individuato dall’amministrazione comunale procederà. Serviranno soldi: si tratta di una procedura che potrebbe permettere al Teramo di ripartire dalla serie D, ma pagando circa 300mila euro (a fondo perduto) più l’iscrizione al massimo campionato dilettantistico. D’Alberto si starebbe muovendo per mettere insieme qualche imprenditore intenzionato a fare calcio in città.
Ogni ipotesi, però, è subordinata a quanto stabilirà oggi il tribunale di Roma. L’istanza di dissequestro dei beni della famiglia Ciacci è un passaggio fondamentale per disegnare il futuro del calcio a Teramo, perché in teoria la stessa famiglia Ciaccia potrebbe partecipare al bando per continuare a fare calcio a Teramo anche in serie D. Dopo la bocciatura della Figc. Non riscalda la piazza (un eufemismo, visto che i tifosi hanno detto chiaramente no) l’ipotesi di riportare in città il titolo del San Nicolò da Notaresco.
Intanto, in città si respira aria mista di delusione e rassegnazione. C’è voglia di mettersi alle spalle polemiche, bocciature, invidie, ripicche e tensioni. Ma l’estate sarà calda, molto calda, tra carte bollate e tribunali.
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