Teramo, novembre nero Federico: «Così non va, bisogna cambiare rotta»

Un punto in tre gare per i biancorossi reduci dalla sconfitta di Verona Il direttore sportivo punge la squadra: «Meno chiacchiere e più lavoro»
TERAMO. Un punto raccolto nelle ultime tre gare. Il Teramo è costretto nuovamente a fare i conti con un periodo difficile dopo le tre vittorie di fila arrivate nelle prime tre gare di campionato della gestione Maurizi. La sconfitta contro la Virtus Verona, per il modo in cui è maturata, sarà dura da assorbire. I biancorossi si ritrovano di colpo attanagliati da una crisi che sembrava essere definitivamente alle spalle dopo il cambio di allenatore avvenuto a metà ottobre. E sono riemerse anche alcune perplessità sulla rosa allestita in estate, sulla tenuta fisica e mentale del gruppo e sul piano tattico.
Non hanno convinto, inoltre, i cambi operati da Maurizi nella ripresa e alcune scelte iniziali, come la terza esclusione consecutiva dai titolari del mediano Ranieri (rimasto in panchina, per tutta la gara, sia a Verona che con l'Albinoleffe). Sono state ore caotiche quelle successive al ko in terra veneta: il presidente Campitelli non l'ha presa bene (per usare un eufemismo), ordinando ai giocatori e al tecnico di non presentarsi in sala stampa a parlare con i giornalisti e annullando il lunedì di riposo della squadra.
Il gruppo si è ritrovato ieri mattina al Bonolis per la ripresa degli allenamenti e, su disposizione della società, lavorerà per tutta la settimana sempre alle 11 e mai di pomeriggio. Il silenzio stampa, però, è già finito: oggi, prima dell'allenamento, parleranno regolarmente tre giocatori. All'indomani della sconfitta di Verona è toccato al ds Sandro Federico fare il punto della situazione sul momento del Teramo: «C'è molta amarezza», ha detto Federico, «perciò abbiamo voluto subito analizzare con i ragazzi i motivi di questo brutto passo falso. Bisogna aumentare il lavoro e cambiare registro sotto il profilo dell'attenzione, della rabbia e della concentrazione. Nel colloquio avuto con la squadra si è parlato di questi aspetti fondamentali, cercando anche di capire perchè continuiamo a prendere gol nei secondi tempi (15 reti su 15 incassate nella ripresa, ndc). Non può esserci solo un calo fisico alla base di un dato statistico del genere, ma è un insieme di cose e bisogna risolverle al più presto. Andremo comunque avanti con il 3-5-2. La squadra, sia durante la gara che nel corso della stagione, alterna fasi di brillantezza a fasi negative. Adesso è il momento di fare meno chiacchiere e rifugiarsi nel lavoro quotidiano. Non ci sono altre medicine. Sono convinto che se tutti daranno qualcosa in più di quanto fatto finora possiamo arrivare tranquillamente all'obiettivo primario della stagione, cioè salvarsi senza affanni».
Il calendario riserva al Teramo due gare di fila al Bonolis, contro Giana Erminio (domenica) e Renate (sabato 1° dicembre), dirette concorrenti per la salvezza. A tal proposito, Federico sottolinea: «Guardiamo di partita in partita. Fare tabelle è inutile. Pensiamo ad ottenere il massimo con la Giana Erminio, poi ci concentreremo sull'altra sfida casalinga».
Non può mancare, infine, un accenno al mercato invernale, che si preannuncia piuttosto movimentato. «È prematuro parlarne. A gennaio andranno affrontate le posizioni di Ferretti e Gomis, in uscita, poi vedremo dove, eventualmente, bisogna intervenire in entrata. Fratangelo (non convocato nelle ultime due gare, ndc) non andrà via. Ha un altro anno di contratto con il Teramo e siamo convinti delle sue qualità. Alessandro deve dare molto di più, ma spetta a lui lanciarci dei segnali importanti». Domani dovrebbe tornare in gruppo Di Renzo. Contro la Giana Erminio si profila il rientro di Lewandowski tra i pali.
Gaetano Lombardino
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