Ugolotti è ai saluti: il Teramo valuta Federico e Palladini

In biancorosso potrebbero arrivare il ds e il tecnico (inseguito anche dalla Vastese) che erano alla Samb
TERAMO. E' andata in archivio una delle stagioni più tribolate dell'era Campitelli. La salvezza raggiunta ai play out contro il Lumezzane ha permesso al Teramo di sfatare il tabù degli spareggi (dopo 53 anni di attesa) e di restare la seconda forza del calcio abruzzese. Si può adesso iniziare a programmare il futuro, cercando di far tesoro degli errori commessi negli ultimi mesi. Di lavoro da fare ce n'è tanto. Il patron Luciano Campitelli, apparso visibilmente emozionato al termine della gara di domenica, si è concesso qualche ora di riflessione prima di concentrarsi sull'allestimento della squadra del prossimo anno. Possibile, a breve, una conferenza stampa del presidente. La scelta di un direttore sportivo è quella più urgente, soprattutto nell'ottica di un cambio in panchina (Ugolotti, nonostante i meriti per la salvezza, sembra avviato ai saluti). Su questo fronte circola con insistenza il nome di Sandro Federico, ex ds del Chieti, con il quale potrebbe arrivare il tecnico Ottavio Palladini (inseguito anche dalla Vastese) per ricomporre il tandem già visto, per pochi mesi, alla Sambenedettese. Non decolla, invece, la pista che conduce al ds Francesco Micciola (fresco di addio al San Nicolò) nè a quella del tecnico biancazzurro Massimo Epifani, il cui profilo, come già emerso in passato, non trova il gradimento di una parte della tifoseria biancorossa. C'è poi un altro nome accostato nelle ultime ore alla panchina del Teramo: quello del 46enne Antonino Asta, reduce dall'esonero con la Feralpi Salò dello scorso febbraio. Da valutare la struttura societaria, con la possibilità di inserire facce nuove non solo nel ruolo di direttore sportivo. Sono giorni importanti anche sul fronte di una possibile forma di collaborazione con il San Nicolò. Le due società ne hanno parlato in inverno, ma la precaria situazione di classifica del Teramo ha fatto posticipare qualsiasi discorso alla fine della stagione.
A quale intesa si potrebbe arrivare tra i due club? Ogni scenario è aperto (tranne quello di una fusione, escluso in partenza). L'idea originaria prevederebbe la nascita di una società terza (gestita da Campitelli e dal patron biancazzurro Salvatore Di Giovanni) che farebbe da “governance” per il Teramo e il San Nicolò lanciando, per esempio, giovani, tecnici e dirigenti da inserire poi, eventualmente, in una delle due società già esistenti o altrove. Oppure ci si potrebbe concentrare soltanto su discorsi relativi al settore giovanile, ma non è da escludere che alla fine, tra le due società, ci sia un nulla di fatto. I prossimi giorni, dunque, saranno decisivi. In un senso o in un altro.
Capitolo giocatori. Il capitano Ivan Speranza, al termine della partita con il Lumezzane, ha detto chiaramente che non si muoverà, essendo sotto contratto fino al 2020. Lo stesso discorso vale per l'altro centrale difensivo, Nebil Caidi, che è legato ai biancorossi fino al 2019. A proposito di contratti in scadenza nel 2019, dovrebbe rimanere il centrocampista Mirco Spighi, mentre è da valutare il futuro dell'attaccante Riccardo Barbuti e del difensore Mattia Altobelli. Ha chance di permanenza il regista Stefano Amadio; in bilico l'esterno Mirco Petrella e il terzino Raffaele Imparato (entrambi in scadenza nel 2018). Possibile un tentativo per trattenere il portiere Narciso, in prestito dal Foggia. Tanti gli addii all'orizzonte, dal trequartista Carraro all'esperto Sansovini passando per la mezzala Baccolo e i difensori Sales e Karkalis. In dubbio la conferma del terzino Scipioni. Dalle Marche, intanto, rimbalzano rumors di mercato sui centrocampisti Ilari e Di Paolantonio, che sarebbero finiti nel mirino della Sambenedettese.
Gaetano Lombardino
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