Vastese, tanta incertezza sul futuro tra il dopo Bolami e lo stadio chiuso

VASTO. Dopo sette anni, l’era della Vastese targata Franco Bolami sembra essere arrivata al capolinea. Il presidente biancorosso è deciso a lasciare la società e, ogni volta che viene interpellato...
VASTO. Dopo sette anni, l’era della Vastese targata Franco Bolami sembra essere arrivata al capolinea. Il presidente biancorosso è deciso a lasciare la società e, ogni volta che viene interpellato sull’argomento, come ieri mattina, non ha difficoltà a ribadirlo, senza timore di poter essere smentito da quelli che saranno i fatti che potranno accadere da qui alla scadenza dei termini per l'iscrizione della squadra al prossimo torneo di serie D. «Per quanto mi riguarda, il discorso è chiuso. Sono stati sette anni importanti e faticosi. Per svariati motivi. Soprattutto l’ultimo. Ora toccherà ad altri».
Acque agitate in casa biancorossa dopo una stagione che ha visto la squadra piazzarsi al quinto posto. Ad oggi è francamente difficile capire quelli che potranno essere gli sviluppi nelle prossime settimane, sia per l’iscrizione del campionato, per la quale ci vogliono soldi e fideiussioni, che per l’allestimento di quello che dovrà essere il nuovo organico. Oltre, ovviamente, alla scelta di quello che sarà il nuovo tecnico visto che Fulvio D’Adderio, nonostante i buoni risultati ottenuti negli ultimi due campionati, difficilmente resterà in riva all’Adriatico. A preoccupare, in questo momento, è la situazione societaria perché, al di là delle numerose indiscrezioni trapelate nelle scorse settimane, secondo le quali alcuni imprenditori avrebbero manifestato la volontà di rilevare l’intera società, di concreto non c’è nulla. Ecco perché, al momento, l’iscrizione al prossimo campionato di serie D è a rischio, con tutte le conseguenze del caso.
Una ipotesi estrema, è vero, ma ancora incredibilmente possibile. Sembra pazzesco ma è così. La speranza è che nei prossimi giorni qualcosa si muova, anche all’interno dell’attuale gruppo dirigente che fa capo a Franco Bolami. Oltre alla questione dei nuovi assetti societari, a preoccupare la tifoseria è quella legata allo stadio, chiuso al pubblico dallo scorso novembre. Al momento non si sa quando il vecchio Aragona potrà riaprire. Una situazione paradossale che rischia di pesare come un macigno su quella che dovrà essere la nuova stagione agonistica perché è davvero complicato pensare di poter affrontare un altro campionato senza il sostegno del pubblico e, di conseguenza, senza l'apporto degli sponsor che, con lo stadio chiuso alla tifoseria, non avrebbero nessun interesse a pubblicizzare le proprie attività con la consueta cartellonistica pubblicitaria.
Gaetano Quagliarella
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