A Montepagano la guerra sulle campane: firme contro la richiesta di stop ai rintocchi

Chiesto in Municipio il blocco dei rintocchi.
L’ex consigliere Aloisi: «Non possiamo accettare il silenzio assoluto»
ROSETO
Il rintocco delle campane divide i residenti di Montepagano. Un gruppo, per quanto ristretto, intende fermarlo, ma sul fronte opposto è partita una petizione per evitare che la torre campanaria sia ridotta al silenzio, com’è già stata durante lunghi lavori di ristrutturazione. A proporre la raccolta di firme è stato l’ex consigliere, e attuale membro del Pd Simone Aloisi insieme ad altri cittadini del paese. «Apprendo che qualcuno ha presentato una richiesta al Comune per chiedere la cessazione dei rintocchi», spiega, «rispetto le sensibilità di tutti, ma credo che le tradizioni di una comunità non possano essere cancellate senza ascoltare anche la voce di chi le vuole custodire. Non possiamo permettere che, dopo aver ritrovato questo suono, si torni nuovamente al silenzio». Aloisi, dunque, ha lanciato la controffensiva.
«Mi sono impegnato fin da subito a promuovere la costituzione di un comitato aperto a tutti coloro che condividono questa idea, per avviare una raccolta firme a sostegno del ripristino e del mantenimento del suono delle campane», spiega, «non è una battaglia contro qualcuno. È una scelta a favore di Montepagano, della sua storia e delle sue tradizioni». Dopo oltre dieci anni di silenzio, infatti, il campanile nella piazza principale del paese è tornato a suonare. In seguito al terremoto dell’Aquila del 2009 e poi per quello di Amatrice nel 2016 sono stati necessari i lavori di messa in sicurezza della struttura che si sono conclusi circa un anno fa. «Le campane non sono soltanto un suono: sono una voce che attraversa il tempo e ci ricorda chi siamo», aggiunge Aloisi, «facciamo sentire anche la nostra voce. Perché Montepagano merita di continuare ad ascoltare le sue campane». La struttura ha tre campane: una più grande, che suona in occasioni specifiche, e altre due più piccole, una per le ore e l’altra per i quarti. In totale, dunque suona quattro volte in un’ora, dalle 8 del mattino alle 21. «Una mediazione si può trovare», prosegue Aloisi, «ad esempio far partire il suono alle 9, anziché alle 8, e magari sospenderlo due ore nel primo pomeriggio. Confrontandosi si può trovare una soluzione. A noi cittadini ha dato fastidio solo la presa di posizione di qualche cittadino e il rischio che, per queste lamentele, le campane cessassero di suonare. Abbiamo atteso tanto prima di risentirle e per questo abbiamo lanciato questa raccolta firme».

