Abruzzesi in India, slitta il rientro Nuovo stop per la festa religiosa

23 Ottobre 2022

Manca l’ultima autorizzazione, ma per la ricorrenza gli uffici pubblici sono chiusi fino a fine mese I ragazzi di Spoltore e Tortoreto e i loro due amici marchigiani restano in un albergo di Mumbai

TERAMO. Se nella vita le coincidenze hanno un peso allora c’è da dire che mai come in questo caso contano. Perché è la concomitanza casuale con una importante festa religiosa, e quindi con la contestuale chiusura di tutti gli uffici pubblici, a far slittare a novembre il rientro dei due abruzzesi fermati in India insieme ai due loro amici marchigiani per aver fatto dei graffiti sui treni e di recente liberati. Tutte le procedure sono state concluse e mancano solo le autorizzazioni degli uffici giudiziari delle due città in cui si sono svolti i procedimenti giudiziari: Mumbai e Ahmedabad.
Ma fino al 31 ottobre in India si celebra il Diwali, importante ricorrenza religiosa che simboleggia la vittoria del bene sul male chiamata anche festa delle luci: per tutto questo periodo gli uffici pubblici restano chiusi. Quindi, per il momento, impossibile richiedere l’autorizzazione indispensabile per lasciare il Paese. Il 21enne Daniele Starinieri di Spoltore, il 24enne Gianluca Cudini di Tortoreto, il 29enne Baldo Sacha di Monte San Vito in provincia di Ancona e il 27enne Paolo Capecci di Grottammare, nell’Ascolano, da mercoledì scorso, dopo la liberazione, sono in un hotel di Mumbai e qui dovranno restare almeno fino al 31 ottobre. Solo dal giorno dopo, dunque, con la riapertura degli uffici, sarà possibile avere quelle autorizzazioni. Dice l’avvocato Vito Morena, che con la collega Francesca Di Matteo, sin dall’inizio della vicenda assiste i familiari: «Per questioni di calendario dobbiamo attendere l’inizio del mese di novembre per ottenere questa autorizzazione, una sorta di nulla osta a lasciare il suolo indiano. È un passaggio obbligato di natura burocratica. A questo punto non possiamo fare altro che aspettare nel rispetto della pausa per la festa religiosa locale». Successivamente i giovani dovranno rientrare in India per il processo in cui sono imputati per violazione di domicilio e danneggiamento. La liberazione è arrivata dopo i provvedimenti con cui nei giorni scorsi i due giudici di Mumbai e Ahmedabad, le località in cui secondo l’autorità indiana sono stati commessi i reati, hanno accolto l’istanza di libertà su cauzione. In questi giorni di fermo i ragazzi sono sempre stati assistiti dai funzionari del consolato italiano e tramite loro hanno potuto mettersi in contatto con i familiari in Italia. I giovani sono accusati di aver imbrattato, nei primi giorni di ottobre, due convogli della nuova metropolitana della città indiana poco prima dell’inaugurazione da parte del primo ministro indiano Narendra Modi: i quattro sarebbero stati ripresi dalle telecamere mentre entravano nel deposito dei mezzi per scrivere la parola “Tas” su alcuni convogli.
©RIPRODUZIONE RISERVATA