Alba, nuovo blitz per portare via gli ombrelloni lasciati di notte

9 Agosto 2020

TORTORETO. Nuovo blitz dei vigili urbani per portare via ombrelloni, sdraio e sedie lasciate di notte dai bagnanti sulle spiagge di Alba Adriatica. Le attrezzature in questione sono state...

TORTORETO. Nuovo blitz dei vigili urbani per portare via ombrelloni, sdraio e sedie lasciate di notte dai bagnanti sulle spiagge di Alba Adriatica. Le attrezzature in questione sono state immediatamente distrutte perché «potenzialmente pericolose per la salute pubblica in quanto possibili canali di diffusione del contagio da Covid-19», come ha motivato il sindaco Antonietta Casciotti nella sua ordinanza contingibile e urgente firmata per sbarazzarsi dei materiali abbandonati affidandoli alla Poliservice.
Gli agenti della polizia locale, insieme agli operai del settore manutentivo, si sono recati su tre spiagge libere cittadine (davanti a via dei Ludi, a via Toscana e via delle Regioni) giovedì mattina tra le 7.20 e le 7.45, rinvenendo 18 ombrelloni chiusi piantati sulla sabbia, 9 sdraio e 3 gonfiabili legati ai pali. Nell’ordinanza, il sindaco ricorda che sulle spiagge libere vige «l’obbligo di rimuovere tutte le attrezzature balneari ogniqualvolta non si occupi lo spazio di riferimento». L’obbligo, già esistente prima dell’emergenza sanitaria, quest’estate è diventato di fondamentale importanza, a causa della riduzione della capienza degli arenili dovuta al distanziamento sociale.
Il blitz di ieri mattina ha sollevato le proteste di Achille Garrone, un cittadino che alle 7 di ieri mattina aveva sistemato il suo ombrellone sulla spiagga libera, così come faceva ogni mattina. Il tempo di fare una breve passeggiata e poi sarebbe tornato con i familiari. Al suo ritorno, però, l’amara scoperta. «Ho una bimba disabile e le persone che mi conoscono hanno avvisato di questo gli agenti ma è stato tutto inutile», dice, «ho segnalato la vicenda alla sindaca che mo ha detto di mandare una nota scritta. Io capisco le regole e sono il primo a rispettarlo, ma ci vuole buon senso. Ora la mia bambina disabile continua a piangere perché non ha più i suoi giochi».
Luca Tomassoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.