Albergatore disperato: «I turisti mi hanno già chiesto indietro 20mila euro di acconti»

7 Giugno 2014

ALBA ADRIATICA. Ora è allarme per i tanti turisti che rinunciano alle vacanze ad Alba Adriatica e chiedono indietro i soldi dati come acconto (vedi altro servizio in cronaca dell’Aquila). «Sono...

ALBA ADRIATICA. Ora è allarme per i tanti turisti che rinunciano alle vacanze ad Alba Adriatica e chiedono indietro i soldi dati come acconto (vedi altro servizio in cronaca dell’Aquila). «Sono disperato. In 24 ore ho già accumulato 20mila euro di debito verso i clienti che rinunciano, ma non posso pagare perché quei soldi mi sono serviti per il personale e per le tante altre spese». Questo è il racconto di Gabriele Tassoni, titolare dell’omonimo hotel che è uno degli ultimi rimasti attivi nella zona nord della città, proprio quella colpita prima dal divieto di balneazione su 300 metri di spiaggia e poi dalle nuove analisi negative dell’Arta. Aggiunge l’albergatore: «Alba sta morendo mentre noi operatori perdiamo la nostra dignità. Non so cosa fare, con chi protestare, dove prendere i soldi. Sono 47 anni che mi sono trasferito qui da Campli per investire e, a differenza di altri, non ho mai chiuso nemmeno d’inverno: ora non voglio rassegnarmi e andarmene via solo perché le istituzioni hanno deciso di abbandonare Alba Adriatica al suo destino». Secondo Tassoni, però, il peggio deve ancora arrivare: «Mai successo che questi problemi arrivassero già a maggio. Ma tra un mese, un mese e mezzo, quando saremo nel pieno dell’estate, cosa potrò dire ai turisti che arriveranno e solo allora scopriranno di non poter fare il bagno in mare in questa zona? Non voglio nemmeno pensarci». (l.t.)