Alloggi Ater, un pool di tecnici per accelerare la ricostruzione

14 Novembre 2021

Il Cda presieduto da Maria Ceci dà il via libera a un’apposita unità per snellire e velocizzare l’iter Gli appartamenti danneggiati dal terremoto sono 678 per un totale di 61 edifici, aperti sette cantieri  

TERAMO. L'obiettivo è quello di accelerare sulla seconda fase della ricostruzione per arrivare nei tempi più brevi all'apertura di nuovi cantieri. E per raggiungerlo il consiglio di amministrazione dell'Ater Teramo, guidato dal presidente Maria Ceci, ha deciso di costituire un'apposita unità di progetto, che funzionerà come una sorta di struttura parallela a quella ordinaria dell'azienda, già impegnata ogni giorno nell'attività ordinaria e in quella straordinaria legata al Superbonus nonostante l'esiguità di personale.
La nuova unità sarà composta sia dal consiglio di amministrazione che dai tecnici e sarà dedicata esclusivamente alla ricostruzione post sisma. Oltre ai vertici dell'azienda di edilizia residenziale pubblica ne faranno dunque parte un tecnico interno con funzione di coordinatore, due Rup esterni (ai quali l'azienda per l'edilizia territoriale può fare ricorso grazie all'ordinanza speciale firmata a maggio dal commissario straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini) e sei professionisti di supporto al Rup. Numeri, quelli dei Rup e dei tecnici di supporto, che potranno essere implementati in base alle esigenze.
La delibera che prevede la costituzione dell'apposita unità di progetto è stata approvata dal Cda nella giornata di venerdì, dopo una convocazione d'urgenza con l'obiettivo di fare il punto della situazione e mettere nero su bianco la strategia per accelerare le attività di ricostruzione, e dispone per gli uffici un termine di 30 giorni per compiere tutti gli atti necessari. «La ricostruzione Ater è in pieno svolgimento», commenta Ceci, «e la previsione dell'unità di progetto ricostruzione sisma 2016 ha l'obiettivo di accelerare ulteriormente la seconda fase per procedere all'apertura di nuovi cantieri e fronteggiare le difficoltà operative insite nei processi di ricostruzione. In ogni caso i costi di funzionamento dell'unità non andranno a incidere minimamente sul bilancio dell'ente, in quanto come previsto dall'ordinanza speciale le relative spese sono poste a carico degli stanziamenti previsti per i singoli appalti».
Ma a che punto è attualmente la ricostruzione Ater? La fotografia arriva dalla ricognizione effettuata dallo stesso Cda nella delibera con cui si dispone la costituzione dell'unità di progetto.
Gli alloggi danneggiati dal terremoto e di proprietà dell'edilizia residenziale sono ben 678 per un totale di 61 edifici, di cui 31 nel comune capoluogo e 30 nei vari comuni della provincia.
Ad oggi l'Ater ha avviato sette cantieri (uno a Teramo, uno a Rocca Santa Maria, uno a Notaresco, uno a Basciano, uno a Castelli, uno a Valle Castellana e uno a Montorio al Vomano). Per altri cinque edifici (uno a Colledara, due a Civitella, uno a Montorio, uno ad Atri e uno a Teramo) i relativi progetti sono stati rimessi all'Ater e sono in fase di approvazione, per altri nove sul tavolo ci sono le proposte di demolizione e ricostruzione (si tratta di sei edifici nel Comune di Teramo, due a Valle Castellana e uno a Campli), mentre per altri 36 sono in corso o sono state concluse le procedure per l'affidamento della progettazione. Per altri tre, infine, è in fase di definizione la relativa gara per l'affidamento degli incarichi di progettazione.
Numeri importanti e rispetto ai quali la creazione di un'apposita unità di progetto dovrebbe consentire all'Ater di accelerare l'iter. Così come importante è proprio la possibilità per l'azienda, offerta dall'ordinanza speciale, di poter ricorrere a Rup esterni, andando così a colmare quella carenza di organico che affligge da tempo l'azienda per l'edilizia residenziale pubblica.
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