«Area ex Sadam, il Comune incassi la fideiussione da 2,8 milioni»

GIULIANOVA . L’area ex Sadam e tutto il progetto relativo di riqualificazione urbana, approvato nel giugno 2010, sono ancora sotto la lente d’ingrandimento della politica locale. Da quel piano di...
GIULIANOVA . L’area ex Sadam e tutto il progetto relativo di riqualificazione urbana, approvato nel giugno 2010, sono ancora sotto la lente d’ingrandimento della politica locale. Da quel piano di recupero prende spunto il gruppo di opposizione Linea Retta, che attacca duramente il sindaco Mastromauro. E spunta una polizza fideiussoria non escussa di euro 2.833.803, pari al 100% delle opere che la proprietà avrebbe dovuto realizzare come da convenzione stipulata con l’amministrazione comunale.
I consiglieri Fabrizio Retko e Alberto Di Giulio ricordano quando Mastromauro, nell’ottobre 2012, annunciava di aver ottenuto dalla Giulianova Sky Line srl l’impegno per la eliminazione della barriera perimetrale su via Trieste «affinchè chiunque potesse vedere in tempo reale la trasformazione in atto e seguire gli interventi passo passo e rendersi conto del mutamento di quello che per tanti anni è stato un ricettacolo di rifiuti, un bivacco, un luogo popolato da ratti e serpenti». I due esponenti di opposizione ricordano di aver protocollato in data 3 febbraio 2016 una interrogazione urgente con cui venivano sollecitati chiarimenti su una delibera di giunta del 20 ottobre 2014 e «se i tempi di realizzazione delle opere concordate con la proprietà fossero stati rispettati dal soggetto attuatore cui competeva l’impegno economico dei vari interventi». In particolare Linea Retta chiedeva se fossero almeno in fase progettuale la realizzazione della nuova condotta delle acque meteoriche in via Sardegna; il collettore che da bivio Bellocchio porta al nuovo depuratore; il potenziamento della condotta idrica di uscita dal serbatoio di via Montello fino alla Statale 16; la riqualificazione e l’ammodernamento di via Trieste e via Sardegna e il collegamento della rete idrica di via Turati con quella di via Trieste. In data 22 marzo 2016, in sede di discussione dell’interrogazione, l’allora assessore ai lavori pubblici Francesca Guerrucci, come sottolinea Linea Retta, «riconosceva l’inerzia della proprietà, nel frattempo trasformatasi in Mare Blu spa, precisando che era stata sollecitata ad adempiere agli obblighi contrattuali con raccomandata del 24 febbraio 2015».
Retko e Di Giulio affermano che nessuna delle cinque opere pattuite nel programma è stata avviata e ricordano anche gli impegni presi dal privato per la costruzione di un teatro da 400 posti a sedere e di un locale da girare al Comune di 150 metri quadrati. I due consiglieri chiedono che, vista l’inadempienza contrattuale, venga attivata la garanzia fideiussoria nelle mani del Comune. Infine avvertono: «Mastromauro non provi a raggiungere nuovi accordi diversi da quelli esistenti e non continui a cavalcare quel gioco di annientamento di Giulianova già iniziato da Claudio Ruffini. Alla fine del mandato lasci scegliere a chi verrà la destinazione urbanistica dell’area. Con la speranza che risponda di persona e non attraverso le solite terze persone».
Alfonso Aloisi
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