Arrestato a Cuba, negati i domiciliari

29 Marzo 2024

Il giudice respinge la richiesta del difensore, il rosetano accusato dell’omicidio di un imprenditore resta in carcere

ROSETO. Niente domiciliari per Rolando Di Gregorio, il falegname 56enne rosetano arrestato a Cuba con l’accusa di omicidio dell’imprenditore calabrese Francesco Sciammarella. Ieri infatti il giudice ha rigettato la richiesta presentata giovedì 21 marzo dall’avvocato cubano, messo a disposizione dall’ambasciata italiana a L’Avana a Di Gregorio, che dovrà dunque restare, in attesa del processo, in un centro di detenzione a Las Tunas. Dalla Farnesina però, in stretto contatto con l’ambasciata italiana a Cuba, fanno sapere che il legale probabilmente ricorrerà in appello, e che «l’assistenza a Di Gregorio, da parte dell’ambasciata in collaborazione con la Farnesina, continuerà a essere garantita, in attesa del processo». Al momento le indagini sono ancora in corso e nessuno dei familiari è volato a Cuba, ma mentre la moglie viene aggiornata sulle condizioni del marito, il fratello di Rolando, Giannino, continua a essere ignorato. «Ho scritto due lettere al ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani», dice, «per spiegare la situazione, ma non ho ricevuto risposta. Non so più che dire, sono seriamente preoccupato per mio fratello». A inizio marzo il rosetano avrebbe chiesto a Sciammarella un prestito di 500 euro e quando quest’ultimo ne ha chiesto la restituzione si sarebbe sentito opporre un rifiuto. Da qui una lite tra i due e in base alla versione fornita da Di Gregorio, l’imprenditore sarebbe caduto a terra sbattendo la testa. L’autopsia disposta dalle autorità cubane ha invece stabilito che la morte è stata causata da un colpo alla testa con un oggetto contundente. Ci sono inoltre, come confermato da Giannino alcune settimane fa, due testimoni, un amico di Rolando e un ex poliziotto cubano in pensione, che confermerebbero la versione del falegname rosetano.
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