Assolto l’operaio in fuga con la minore conosciuta sul web

Silvi, in primo grado era stato condannato a due anni I giudici d’appello: mancava la querela per procedere
SILVI. E’ stato processato e condannato a due anni per sottrazione consensuale di minori: per l’accusa lui, operaio 57enne, avrebbe ospitato una ragazzina di 15 anni conosciuta su internet e fuggita di casa per raggiungerlo. Ma dopo tre anni dalla sentenza di primo grado i giudici d’appello hanno stabilito che l’azione penale non avrebbe dovuto essere avviata per mancanza di querela, elemento che per il reato contestato è condizione necessaria di procedibilità: per questo Riccardo Giallombardo, di Torino, in secondo grado è stato assolto dal collegio presieduto da Fabrizia Francabandera (l’uomo era assistito dall’avvocato Donatella Capuani). Il caso, che all'epoca finì alla ribalta della cronaca, risale al 2007. Nell'ottobre di quell'anno per ben tre volte la ragazzina di Silvi scappò di casa per seguire l'uomo conosciuto su internet. E per ben tre volte carabinieri e polizia la ritrovarono con lui: una volta a Torino, un'altra in Austria e ancora un'altra in una diversa località del Piemonte.
Nell'ultima fuga, durata venti giorni, i carabinieri la sorpresero per strada all'uscita dell'alloggio preso in affitto, a braccetto con l'uomo. Quando la ragazza sparì per la terza volta gli investigatori interpellarono immediatamente l'uomo che però, secondo la versione degli inquirenti, negò di aver sentito o visto la studentessa. Per oltre due settimane venne tenuto sotto sorveglianza, nella speranza che prima o poi si facesse vedere con la ragazza. Per due settimane, però, della giovane nessuna traccia. Ma grazie ai controlli su un telefono cellulare in possesso della studentessa, che prima di scappare aveva lasciato a casa il suo apparecchio, i carabinieri ebbero fin da subito avuto la certezza che la quindicenne fosse nel Torinese in compagnia dell'uomo.In quell’occasione i due, sempre secondo la versione data all’epoca dagli inquirenti, avevano già cambiato diverse case e, molto probabilmente, erano in procinto di spostarsi in una terza che l'uomo stava per affittare. Nel processo di primo grado i genitori della ragazzina si erano costituiti parte civile.(d.p.)
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