Bambino nasce senza gli occhi Chiesti alla Asl 2 milioni di danni

Il piccolo è nato sei mesi fa a Sant’Omero da una coppia teramana. I genitori si rivolgono ai giudici: «Dopo le ecografie nessuno ci ha detto niente, privati della possibilità di interrompere la gravidanza»
TERAMO. Sanno che per loro più niente sarà come prima. Da quando sono diventati genitori passano da un ospedale all’altro, da uno specialista all’altro: inseguono speranze nel nome di un futuro per il loro bambino di sei mesi nato senza occhi. Lo hanno scoperto solo alla nascita avvenuta all’ospedale di Sant’Omero perché nei nove mesi di gravidanza nessuno li ha informati e per questo hanno citato la Asl chiedendo due milioni di danni. «Perché di una cosa sono certi», dice il loro avvocato Sigmar Frattarelli, «qualora avessero saputo dell’esistenza di queste malformazioni e della gravissima disabilità che ne è conseguita avrebbero certamente optato per l’interruzione della gravidanza. Il decorso della gravidanza è apparso ai medici perfettamente normale e privo di qualsiasi anomalia, nessun problema è stato segnalato ai genitori. All’ospedale di Sant’Omero sono state seguite diverse ecografie, è stato eseguito il test sulla ricerca di malattie cromosomiche con esito negativo». Il piccolo è nato con la totale assenza dell’occhio destro, che non si è mai formato, e con l’occhio sinistro di dimensioni ridottissime e quasi del tutto assente. «Il primo aspetto emerso dalle varie consulenze fatte», continua il legale, «è che la mancanza totale dell’occhio destro avrebbe potuto essere agevolmente riscontrata sin dall’ecografia morfologica la quale, come noto, viene eseguita proprio per verificare le condizioni del feto. Peraltro risulta attestato nel referto della ecografia morfologica che le orbite nel corso dell’esame sono state perfettamente visualizzate dall’ecografista».
In questi mesi i genitori e i loro familiari si sono sottoposti a test genetici per accertare se ci fosse una causa genetica, ma nulla è stato evidenziato. Precisa a questo proposito il legale: «È importante segnalare che è già stata accertata la certa esclusione di trasmissioni per via ereditaria nel senso che né sui genitori né sui nonni sono state riscontrate patologie che siano minimamente riconducibili alle malformazioni che hanno colpito il bambino». Nella citazione presentata in tribunale si far riferimento anche alla prescrizione di un farmaco contenente noretisterone acetato che sarebbe stato prescritto alla donna sempre all’ospedale di Sant’Omero. «Si tratta di un farmaco controindicato e da non assumere nel corso della gravidanza», conclude l’avvocato, «i nostri consulenti sostengono che è noto per avere un effetto teratogeno, ovvero tale da provocare malformazioni nel feto qualora venga assunto proprio nelle prime settimane».
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