Bando Team, respinta la petizione con 900 firme

Il sindaco e la maggioranza: non può essere accolta per ragioni sia politiche che tecniche. Le promotrici: va comunque discussa in consiglio comunale
TERAMO. La maggioranza comunale non accoglie le proposte contenute nella petizione firmata da quasi 900 teramani per modificare i criteri generali della gara con cui il Comune si appresta a scegliere il socio operativo della Teramo Ambiente e a riaffidare il servizio di igiene urbana. Lo rende noto l’ente in un comunicato, nel quale si spiega che «il sindaco Maurizio Brucchi, dopo avere incontrato le due consigliere comunali Paola Cardelli e Maria Cristina Marroni, promotrici della petizione, ha incontrato i capigruppo consiliari di maggioranza per una ulteriore valutazione della stessa».
Secondo il Comune «il principio che ha dettato l'incontro è quello del grande rispetto per i cittadini che hanno firmato, aggiunto alla volontà di continuare a ridurre la Tari, sul solco di quanto già realizzato negli anni passati. Il contenuto di quanto chiesto con la petizione è già parte integrante della delibera approvata lo scorso 27 agosto. In particolare per ciò che attiene la sperimentazione del sistema di tariffazione puntuale, è stato ribadito che paiono congrui i 18 mesi indicati, mentre risultano incongrui i tre mesi proposti, proprio per la complessità della questione. Il lavoro dell'amministrazione è stato e sarà, comunque, sempre teso alla diminuzione della tariffa. Dalle valutazioni politiche si è quindi passati a quelle tecniche. È così emerso che le proposte contenute nella petizione non sono accoglibili, in parte perché la normativa prevede espressamente condizioni diverse da quelle prospettate e in parte perché quanto richiesto e già previsto appunto, nella delibera stessa».
Fin qui Brucchi e la sua maggioranza. Le consigliere Cardelli e Marroni, ovviamente, non mandano giù il boccone amaro. Maria Cristina Marroni dichiara: «Il sindaco dimostra crassa ignoranza delle regole istituzionali perché continua a sostituirsi all’organo deputato alla discussione di una petizione popolare che è il consiglio comunale. Ci riserviamo di rispondere tecnicamente punto per punto alle inesattezze dichiarate dal sindaco al solo scopo di eludere la volontà popolare e di esautorare le istituzioni delle loro prerogative». E Paola Cardelli aggiunge: «Faremo inserire la petizione tra i punti all’ordine del giorno del consiglio del 30 novembre».(d.v.-m.d.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

