Botte per l’eredità di famiglia: due fratelli vanno a giudizio

19 Gennaio 2022

Si incontrano per parlare delle proprietà da dividere ma il confronto degenera e si picchiano Uno in ospedale con una prognosi di 55 giorni per lesioni a una spalla, per l’altro escoriazioni al collo

TERAMO. Doveva essere un confronto sulle proprietà di famiglia da ereditare, ma si era trasformato in una violenta lite al termine della quale un fratello, che avrebbe vantato dei crediti nei confronti di un altro fratello, aveva riportato delle lesioni alla spalla con una prognosi di 55 giorni. Quest’ultimo, secondo la ricostruzione, nel corso della discussione, avrebbe strattonato e afferrato al collo l’altro imputato provocandogli un’escoriazione con una prognosi di 5 giorni. Una vicenda che ben presto è finita in un’aula di tribunale, con il processo in corso davanti al giudice Flavio Conciatori e con due teramani imputati di lesioni personali aggravate.
I fatti contestati risalgono al mese di ottobre del 2017 quando i due fratelli, che avevano aperte delle questioni legate a proprietà di famiglia e con il più piccolo che vantava dei crediti nei confronti del più grande (per i quali è in corso una causa civile) si erano incontrati per un confronto.
Ma la discussione era degenerata e, secondo quanto denunciato all’epoca, il più anziano avrebbe aggredito il fratello colpendolo ripetutamente. A quel punto sarebbe intervenuto un altro familiare che avrebbe cercato di separarli. La vicenda si era conclusa con due denunce incrociate per lesioni presentate dai due fratelli l’uno nei confronti dell’altro.
Di dissidi familiari, e soprattutto di quelli che scoppiano per delle contese ereditarie, la cronaca giudiziaria è piena. Basti pensare che a livello nazionale rappresentano il 10% dei procedimenti giudiziari che toccano sia le sedi penali sia quelle civili.
Le dispute tra fratelli per l’eredità sono diffusissime, «all’ordine del giorno» secondo il consiglio nazionale del notariato. Insomma l’un contro l’altro in nome di una eredità contesa, pronti a sfidarsi fino in tribunale, e quindi con i tempi lunghi che spesso ciò comporta, pur di far valere le proprie ragioni. E proprio per questo negli ultimi anni il ricorso allo strumento delle mediazioni viene sempre più caldeggiato proprio per evitare i tempi di un procedimento penale.(d.p.)
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