C’è un piano per salvare il torrione di Porta Napoli

7 Ottobre 2020

Lo storico bene comunale è nel degrado, l’imprenditore vinicolo Di Giovampietro vuole affittarlo e renderlo luogo per eventi enogastronomici. L’ente è d’accordo 

GIULIANOVA. Il torrione di Porta Napoli, uno dei simboli della fortificazione della città degli Acquaviva, potrebbe diventare una raffinata enoteca e sede per incontri e serate a tema. Il progetto è nella mente di Flaviano Di Giovampietro da quando, nel corso della sindacatura di Claudio Ruffini, il monumento fu ceduto da privati al Comune di Giulianova per un controvalore di circa 120mila euro. Nei giorni scorsi l’imprenditore, titolare dell’azienda vitivinicola biologica “I vini di Ferruccio”, accompagnato dall’assessore ai lavori pubblici Giampiero Di Candido ha voluto rendersi conto dello stato di conduzione dell’immobile. Lo stesso componente dell’esecutivo municipale è rimasto interdetto, dicendo: «Uno stato di degrado e abbandono unico per un bene pubblico che rappresenta la storia della nostra città. Debbo ringraziare Di Giovampietro che, grazie alla sua istanza, ci ha permesso di renderci conto di una situazione che nemmeno avremmo potuto immaginare. Su quel torrione ci sono da fare degli interventi significativi per metterlo in sicurezza, ma occorre anche una buona manutenzione interna per renderlo vivibile. Comunque in linea di massima l’ente sarebbe favorevole a cederlo in locazione per un certo periodo di tempo e per attività compatibili con la realtà del centro storico».
Dal canto suo Di Giovampietro continua ad accarezzare un sogno tenuto nel cassetto per tanti anni senza mai trovare l’interesse dell’amministrazione comunale. Dice l’imprenditore: «Il mio è un progetto ambizioso che, attraverso un angolo storico e caratteristico di Giulianova, vuole mettere in primo piano le peculiarità dell’agro giuliese promuovendo, con serate a tema, le produzioni del nostro territorio. Vino, olio, formaggi e prodotti biologici sarebbero gli ingredienti degli appuntamenti , mettendo in risalto la nostra cultura e le nostre tradizioni. Argomenti e ingredienti non mancano certamente, però ora occorrerà mettersi a tavolino e valutare tanti aspetti». In effetti i lavori da eseguire, al di fuori di quelli che spettano al Comune, sono tanti. Del resto l’obiettivo di Di Giovampietro è quello di rendere il grande locale, con annesso terrazzo al primo piano, il più accogliente possibile. «Sono disposto ad accollarmi lavori di straordinaria manutenzione», conclude l’imprenditore, «ma la locazione dovrà essere di lungo respiro in modo da ammortizzare le spese che affronterò».
©RIPRODUZIONE RISERVATA