Cacciatori, il caso dei tesserini negati finisce in Procura

26 Agosto 2017

TERAMO. Non si placa la polemica dei cacciatori sulle nuove modalità di consegna dei tesserini. Dopo la presa di posizione dell’Arci caccia, il caso finisce in Procura con l’esposto presentato da due...

TERAMO. Non si placa la polemica dei cacciatori sulle nuove modalità di consegna dei tesserini. Dopo la presa di posizione dell’Arci caccia, il caso finisce in Procura con l’esposto presentato da due cacciatori contro gli uffici delegati alla caccia della Regione Abruzzo. Scrivono nell’esposto Francesco Triozzi e Danilo Agostini: «Martedì 22 agosto negli uffici di Teramo dell’ufficio caccia della Regione per il rilascio dei tesserini venatori dopo aver presentato la documentazione prevista dalla legge, il solerte impiegato ci ha presentato un foglio da riempire, denominato “Scheda del cacciatore”. Un documento che non è previsto da alcuna normativa né da alcuna disposizione di legge; non esistono, inoltre, regolamenti in tal senso per cui ci siamo rifiutati di compilarlo. Oltretutto i dati richiesti sono già contenuti nella documentazione necessaria per cacciare. Al nostro diniego l’impiegato, dopo essersi consultato con il suo superiore Giovanni Castiglione, si è rifiutato di consegnarci i tesserini, nonostante la procedura prevista dalla legge fosse completa e corretta. Da qui crediamo possano ravvisarsi ipotesi di reato per cui, con la nostra denuncia presentata ai carabinieri, chiediamo alla Procura di verificare».
I due lanciano accuse all’assessore regionale Dino Pepe. «Oltre al danno che riteniamo di aver subìto sottolineiamo l’appesantimento burocratico imposto dalla Regione Abruzzo nel settore a guida dall’assessore Dino Pepe a dispetto di quanto vorrebbe la riforma Madia», continua la nota, «fino all’anno scorso la Regione distribuiva i tesserini ai Comuni di competenza cosicché i cacciatori potevano ritirarli senza sottoporsi a diversi e lunghi viaggi, perdendo anche giornate di lavoro. Ogni cacciatore poteva recarsi nel proprio comune di residenza per il ritiro del proprio tesserino. Oggi i tesserini invece si possono ritirare solo negli uffici di Teramo, Nereto e Atri. Prima 5.000 cacciatori avevano a disposizione 47 uffici comunali vicino casa, adesso si devono recare in soli tre uffici con l’evidente aumento delle file e delle perdite di tempo. Molto non funziona nelle regole imposte dall’assessore Pepe che, tra l’altro, approfitta della consegna dei tesserini per allegare una lettera personale per esaltare il lavoro svolto, di cui è lecito chiedersi in primis chi ha pagato i costi e che sembra avere il sapore di propaganda elettorale. Tra l’altro, vorremmo sconfessarne il contenuto perché gli atti della Regione dimostrano il contrario, a cominciare dal fallimento del piano di controllo del cinghiale in Abruzzo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.