Cardiochirurgia, in tre per il posto da primario

18 Febbraio 2022

In ordine di punteggio si giocano la nomina Lentini, Mariscalco e Santarelli Ma il dg Di Giosia può decidere senza essere vincolato dalla graduatoria

TERAMO. È imminente (dovrebbe avvenire entro una, massimo due settimane) la nomina del nuovo primario di Cardiochirurgia dell’ospedale Mazzini di Teramo. Non si tratta di una nomina qualunque: è una scelta molto importante per il futuro del reparto e più in generale della sanità teramana, di cui la Cardiochirurgia è uno dei pilastri. Per di più la nomina arriva dopo un periodo delicato in quanto, per motivi diversi, i due primari precedenti non hanno portato a termine il loro mandato: prima Marco Di Eusanio, ora ad Ancona, e poi Michele Triggiani, ora a Lecco. È determinante, dunque, che la scelta della Asl ora sia azzeccata e che garantisca una lunga permanenza del primario nel reparto, in modo da restituirgli un’indispensabile continuità di gestione.
I nomi della terna consegnata nelle mani del direttore generale Maurizio Di Giosia sono tutti di professionisti dall’ottimo curriculum. Il primo per punteggio è Salvatore Lentini, 61 anni, direttore della unità operativa di Cardiochirurgia nell’ospedale di Emergency a Khartoum in Sudan; prima operava a Lecce ed è stato attivo anche in Albania. Il secondo classificato è Giovanni Mariscalco, 45 anni, direttore nell’unità operativa semplice di chirurgia complessa dell’aorta agli ospedali universitari di Leicester (Glenfield Hospital) in Inghilterra, precedentemente cardiochirurgo all’ospedale di Varese. Il terzo classificato è Filippo Santarelli, 42 anni, primario della cardiochirurgia all’ospedale del cuore “Gaetano Pasquinucci” della Fondazione Monasterio a Massa.
Va sottolineato che il dg Di Giosia potrà scegliere a discrezione fra uno dei tre, senza vincoli riguardo al punteggio. Ed è presumibile che Santarelli, nonostante sia il terzo in graduatoria, se la giocherà alla pari con gli altri due. I 61 anni di Salvatore Lentini, infatti, potrebbero essere una discriminante negativa in quanto la Asl di Teramo ha bisogno di un primario che resti a lungo alla guida della Cardiochirurgia. Quanto a Mariscalco, per l’età è appetibile quanto Santarelli ma potrebbe pesare a suo sfavore una vicenda accaduta quando operava a Varese. Qui è stato coinvolto in un’inchiesta scaturita dall’invio ai familiari di una donna, morta dopo un’operazione, della cartella clinica e di una lettera in cui, in sostanza, suggeriva un errore medico di un collega. Nel processo in cui era imputato per violazione della privacy ha ammesso di aver inviato la missiva ma è stato assolto. Evidentemente il giudice ha sposato la tesi difensiva secondo cui Mariscalco inviò la lettera a una persona che aveva diritto a conoscere quelle informazioni e non manomise la cartella clinica perché si limitò a fotocopiarla. L’accusa originaria comprendeva anche il reato di calunnia, poi riclassificata in diffamazione. Mancava però la querela di parte del collega di Mariscalco e il reato è decaduto a metà processo.
Di Giosia sta valutando attentamente ogni aspetto del curriculum dei tre, e tra qualche giorno comunicherà la propria decisione.
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