D’Alberto: «Punto ad aprire i cantieri pubblici entro il 2022»

26 Agosto 2021

Per il sindaco «sarebbe un risultato straordinario visto come siamo partiti». L’ordinanza Teramo non ha ancora mostrato i suoi effetti «ma è uno strumento nuovo, c’è bisogno di un rodaggio»

TERAMO. «Aprire buona parte dei cantieri entro la fine dell’anno prossimo». È questo l’obiettivo del sindaco Gianguido D’Alberto sulla ricostruzione pubblica in città, ovviamente per gli edifici di competenza del Comune. Sono passati cinque anni dal sisma e tre dall’insediamento della sua amministrazione, ma per D’Alberto avviare i cantieri nel 2022 «sarebbe un risultato straordinario, viste le condizioni di partenza».
Al momento la ricostruzione pubblica è a zero nel cratere abruzzese e appena agli inizi in tutto il cratere del Centro Italia. D’Alberto lo spiega così: «Per la ricostruzione pubblica siamo stati costretti per anni a lavorare senza strumenti, senza risorse, con una scarsissima attenzione delle istituzioni sovraordinate e in particolare di Parlamento e Governo. Ieri (martedì, ndr) abbiamo commemorato insieme al premier Draghi i cinque anni della tragedia di Amatrice ma il vero significato dell'incontro era far percepire a Draghi, che per la prima volta veniva fisicamente nei territori colpiti, che è necessario conservare l'azione di governo dell'ultimo anno, quella partita nell'ultimo scorcio del governo Conte. Nel 2020, dopo la nomina del commissario Giovanni Legnini, per la prima volta il sisma è diventato una priorità di governo, cosa che non era prima. Draghi l'ho visto assolutamente recettivo e in linea con Legnini. Bisogna proseguire in questa direzione: potenziare le risorse umane e finanziarie da mettere a disposizione di tutti gli uffici impegnati e favorire la semplificazione sia sulla ricostruzione privata, la cui situazione è già molto cambiata, che sulla pubblica».
Sulla ricostruzione pubblica Teramo ha beneficiato di tre ordinanze speciali, che faranno arrivare in città circa 140 milioni. La prima, da 31.8 milioni, affida poteri speciali in deroga al Comune e interessa sette edifici: cinque scuole (San Giuseppe, Villa Ripa, Savini, De Jacobis e Molinari), la sede municipale di piazza Orsini e quella storica del conservatorio Braga. «Tutte queste procedure», dice D’Alberto, «erano ferme quando ci siamo insediati, solo la San Giuseppe era in parte avviata. Oggi possiamo dire che tutte sono partite. Troppo poco? Ma in tutto il cratere sismico la situazione della ricostruzione pubblica è identica. Lo ha detto il rapporto di Legnini: gli interventi in fase di aggiudicazione per progettazione o esecuzione sono 1.365, i cantieri avviati 169».
Quanto agli effetti già visibili dell’ordinanza Teramo, D’Alberto sostiene: «È ancora presto, è diventata efficace a giugno e non abbiamo ancora il personale di rinforzo previsto. E poi è uno strumento nuovo, c'è bisogno di rodaggio. Ma già un’accelerazione si vede in particolare per la sede municipale, sulla quale siamo potuti uscire da una situazione normativa penalizzante e siamo prossimi all’affidamento della progettazione. Le altre procedure? È stata affidata la progettazione per Braga, Savini e San Giuseppe. Per Villa Ripa siamo in fase di validazione del progetto definitivo-esecutivo, qui si andrà presto a gara. Per la De Jacobis è in aggiudicazione la progettazione, per la Molinari è partita la procedura di affidamento».
D’Alberto auspica che nell’interlocuzione con gli altri enti «ci sia una risposta immediata e tempestiva di tutti, questo è fondamentale» e spera in una ulteriore semplificazione delle norme: «Le chiese sono soggette a regole simili alla ricostruzione privata, possono affidare i lavori senza gara. Quella è la vera semplificazione, basata sulla fiducia nelle istituzioni che devono portare avanti i lavori».
E la cosiddetta Cittadella della ricostruzione, lo spazio dove si trasferirà l’Ufficio speciale? A che punto siamo? «Siamo nei tempi che ci eravamo dati. Abbiamo firmato il contratto di comodato con l'Usr e fatta la gara per la sponsorizzazione: siamo pronti», conclude il sindaco, «a far partire i lavori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA