D’Alberto: spinta alle adozioni per frenare i costi del randagismo

16 Ottobre 2018

Il sindaco incontra le associazioni animaliste e indica le misure destinate a contenere il fenomeno «Troppo alta la spesa di 500mila euro l’anno per i cani senza padrone, tutto il sistema va rivisto»

TERAMO. Spinta alle adozioni e controllo delle spese. Sono queste le mosse che il Comune intende fare per il contenimento del randagismo e dei suoi costi di gestione. Il sindaco Gianguido D’Alberto ne ha parlato in diversi incontri tenuti negli ultimi giorni sia con i gestori del canile municipale di contrada Carapollo che con i rappresentanti di associazioni animaliste che si occupano del fenomeno degli animali da affezione abbandonati.
La strategia prefigurata dal primo cittadino prende spunto da un dato allarmante: le spese eccessive sostenute dall’amministrazione per far fronte al randagismo. Dalle casse comunali escono ogni anno più di 500mila euro per il funzionamento della struttura nei pressi della sede operativa della Team lungo le sponde del Tordino, ma anche per le rette pagate all’amministrazione di Castellalto per i cani catturati sul territorio del capoluogo e accolti nel canile di Castelbasso. «È una cifra esorbitante», spiega D’Alberto, «che va assolutamente contenuta per non mandare il sistema del tutto fuori controllo». Nella variazione di bilancio, da poco adottata in consiglio comunale, è stato necessario aggiungere 60mila euro al capitolo destinato proprio alla cura dei randagi. La tendenza, però, dev’essere invertita per ridurre il carico sui conti già in rosso del Comune. Per questo il sindaco annuncia un nuovo impulso alla politica di adozione dei cani senza padrone. «Avvieremo iniziative specifiche coinvolgendo le associazioni interessate», spiega, «per fare in modo che diminuisca il numero degli animali di cui l’amministrazione è tenuta a prendersi cura». L’effetto sarà duplice: quello sociale, trovando nuove famiglie ai randagi, e quello economico, riducendo le spese affrontate dall’ente. Il Comune adotterà misure destinate a scoraggiare gli abbandoni, ma in programma c’è anche un’attenta verifica della gestione attuale del fenomeno e dei costi che questa comporta. «Spesso dobbiamo farci carico e pagare per interventi che non sarebbero responsabilità dell’ente», fa notare il primo cittadino. La revisione del sistema sarà insomma un altro passo necessario per limare costi che rischiano di diventare insostenibili per l’amministrazione cittadina. Di recente, tra l’altro, sono stati conclusi lavori di adeguamento del canile di Carapollo che però non hanno risolto del tutto i problemi strutturali e di sicurezza, sia degli animali che degli operatori chiamati ad accudirli, evidenziati da prescrizioni dettate dalla Asl. La capienza dell’impianto è rimasta limitata a 80 cani, con possibilità di arrivare a 120 in via temporanea per la prima accoglienza di quelli appena accalappiati sul territorio.
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