Discarica di Salino Chiesti 916mila euro all’ex direttore

27 Gennaio 2021

Tortoreto, il tecnico è stato condannato a bonificare il sito a proprie spese: il Comune avvia il recupero della somma

TORTORETO. Il Comune di Tortoreto chiede quasi un milione di euro all’ex direttore tecnico della discarica di Salino Gabriele Ciabattoni. E lo fa sulla base di una sentenza penale definitiva del 2010, con cui il tecnico – un ingegnere – è stato condannato a bonificare il sito a sue spese. Cosa mai avvenuta, anzi: lo stesso imputato, come citato dal municipio in un atto dello scorso ottobre, si sarebbe dichiaratamente rifiutato di procedere in tal senso. Vista la necessità urgente di intervenire, quindi, il Comune, da tempo impegnato nella rimozione del percolato, nei mesi scorsi ha deciso di avviare autonomamente l’opera di bonifica della ex discarica, anticipandone i costi. Nel frattempo si è anche dato inizio al procedimento di recupero delle somme. Procedimento che è entrato nel vivo nei giorni scorsi, con la quantificazione della cifra da richiedere all’ex direttore tecnico messa nero su bianco in una determina dell’ufficio comunale preposto: 916.839 euro.
Tanto è quanto l’ente avrebbe speso per interventi realizzati nel sito di Salino, ossia in particolare: “valutazione biogas, sistemazione e svuotamento lagunaggio e trasporto e smaltimento percolato in eccesso al fine di evitare sversamenti fuori vasca di stoccaggio presente in discarica”, come si legge nell’atto. In parte si tratta dei lavori effettuati di recente che, insieme ad altri interventi come la copertura provvisoria contro l’infiltrazione delle acque meteoriche decisa nei giorni scorsi con una perizia di variante, rappresentano i primi passi verso la messa in sicurezza della discarica, in attesa della bonifica e della tombatura definitive.
Quello sul recupero delle somme per la bonifica del sito, ad ogni modo, non è l’unico contenzioso in corso tra il Comune e l’ex direttore tecnico della vecchia discarica. C’è anche quello, pendente presso il tribunale di Teramo, per la parcella di dieci anni prima richiesta nel 2018 da Ciabattoni al Comune per aver redatto il progetto di ampliamento e messa in sicurezza del sito. La somma in ballo in questo caso è di 85mila euro, cifra che l’ente si è rifiutato il pagare.
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