Endocrinologia, Raggiunti lascia È incerto il futuro del reparto

7 Luglio 2022

Lo storico primario va in pensione, la Asl bandirà un concorso. In base a una direttiva del ministero il servizio dovrebbe essere trasferito a Teramo, ma il sindaco Ferretti rassicura: «Non chiuderà»

ATRI. Finisce un’era per il reparto di endocrinologia dell’ospedale “San Liberatore” di Atri. È arrivato infatti dal 1° luglio scorso il pensionamento del primario Bruno Raggiunti, che aveva portato negli anni il servizio che dirigeva tra le eccellenze della sanità pubblica in Abruzzo. Il riconoscimento per i risultati raggiunti era arrivato di recente con un investimento consistente per l’adeguamento della sede del servizio. Era il 14 aprile 2019 quando la rinnovata sede dell’unità operativa complessa di malattie endocrine e diabetologia posta al primo piano del padiglione est (nell’ex ostetricia dell’ospedale atriano) fu inaugurata in pompa magna dalla politica regionale e dai dirigenti della Asl di Teramo. I nuovi locali dotati di moderne strutture sono stati un punto di riferimento per pazienti provenienti da tutta Italia e anche dall’estero. Al taglio del nastro avevano partecipato l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, l’allora assessore regionale al lavoro Piero Fioretti, il sindaco di Atri Piergiorgio Ferretti, il consigliere regionale Toni Di Gianvittorio e i vertici Asl. In soli sei mesi dall’apertura della nuova sede si erano già visti risultati in continua crescita: dal numero dei pazienti visitati ai day hospital e ai ricoveri effettuati.
Anche se il primario Raggiunti aveva portato il reparto con il vento in poppa, tra lui e la Asl teramana ci sono stati dei dissapori, finiti in carte bollate e ricorsi al Tar. Adesso a reggere il reparto, che comunque rimarrà in piedi, sarà la facente funzione Christine De Acetis in attesa che la Asl possa indire un nuovo concorso per la nomina di un nuovo primario. E non ci sono dubbi che questo concorso ci sarà, in quanto l’endocrinologia è uno dei pochi servizi della Asl teramana in grado di generare mobilità attiva, ovvero di attrarre pazienti dalle altre province e regioni.
Tuttavia il futuro del reparto potrebbe essere lontano dal San Liberatore. Secondo infatti una direttiva del ministero della Sanità le unità operative complesse di endocrinologia dovranno essere allocate nell’ospedale Hub di riferimento di un territorio, che in questo caso è l’ospedale Mazzini di Teramo. Il presidio atriano rischia così di vedersi un reparto declassato a semplice ambulatorio. In città la notizia del pensionamento di Raggiunti, abbinata a questa prospettiva, ha già suscitato delle prese di posizione polemiche su una presunta inferiorità di peso politico di Atri rispetto agli altri ospedali della provincia. Ma il futuro dell’endocrinologia è tutto da scrivere perché la Regione sta ridefinendo la rete degli ospedali. E in ogni caso, sulla paura di una possibile prossima chiusura del reparto, il primo cittadino atriano Piergiorgio Ferretti ieri ha rassicurato: «Endocrinologia non chiuderà, il primario è andato in pensione e adesso la Asl secondo il piano sanitario regionale dovrà bandire un nuovo concorso per sostituirlo; nel frattempo ovviamente ci sarà un sostituto».
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