Estate al mare, scatta l’allarme: nelle strutture manca personale

15 Aprile 2023

Proprietari di hotel e stabilimenti a caccia di cuochi e camerieri, risposte solo da rifugiati ucraini:  «La stagione è troppo breve, va allungata a quattro o cinque mesi l’anno per avere lavoratori stabili»

PINETO. La stagione turistica ormai è alle porte, ma diverse strutture recettive hanno carenza di personale. A lanciare l’allarme su un problema che ovviamente non riguarda solo Pineto è il presidente degli albergatori locali Pio Pavone. «Nelle ultime estati il disagio sta diventando importante», afferma, «gli alberghi stanno dismettendo le sale ristorante perché mancano camerieri, cuochi e lavapiatti: dalla pensione completa si sta passando alla mezza pensione e tra poco alla sola colazione e questo determina un depotenziamento dei servizi». Le difficoltà nel reperimento del personale è dovuto soprattutto alla concentrazione della stagione, limitata ai soli mesi estivi, che di conseguenza porta a contratti brevi e meno appetibili. «Bisognerebbe offrire un periodo più lungo di lavoro», evidenzia Pavone, «l’amministrazione comunale dovrebbe fare blocco con noi per trovare un modo per allungare la stagionalità, ma c’è poco dialogo».
Dal punto di vista dei balneatori il quadro non cambia. Ogni lido con punto ristoro necessita da sette a nove addetti che, moltiplicati per tutte le concessioni sulla costa pinetese, sommano centinaia di operatori mancanti. Roberto Pelliccioli, proprietario dello storico stabilimento “Itaca” a fianco alla torre di Cerrano, non ha dubbi. «Se continua cosi’ le nostre attività saranno depotenziate e non potremmo dare gli stessi servizi di una volta», afferma, «è carente anche la manodopera stranieri, per cui non ci sono soluzioni». Nel gruppo whatsapp “Ristorazione Pineto” che riunisce gli operatori sono costanti le offerte di lavoro, ma le uniche risposte arrivano da rifugiati ucraini. Il presidente dei balneatori pinetesi Mauro Pavone pur ammettendo che il problema del personale esiste non perdere l’ottimismo. «Dobbiamo essere positivi», tiene a precisare, «ci sono ancora giovani volenterosi che possono fare la differenza e speriamo che a inizio stagione possano venire a lavorare. Un’azione necessaria resta comunque la destagionalizzazione, le strutture non possono lavorare solo nei mesi di luglio e agosto. Per avere la sicurezza del personale occorre come minimo poter lavorare quattro o cinque mesi l’anno, solo così possiamo fidelizzare e formare i lavoratori: altrimenti ogni anno ci troveremo una manodopera diversa. Gli enti e la Regione devono attrarre turismo, a Pineto non ci può essere solo la pineta ed il mare come attrattiva».
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