Fondi dimezzati al porto, Vasanella: un segnale politico

Il presidente annuncia una conferenza stampa di fuoco «Che il Comune esca definitivamente dall’Ente»
GIULIANOVA. «Mi ha lasciato perplesso la notizia del dimezzamento dei contributi all’Ente porto da parte del Comune di Giulianova, questo è un forte segnale politico». Sono le parole di Paolo Vasanella, presidente dell’Ente porto, dopo che la giunta Mastromauro ha dimezzato i fondi al consorzio, che dunque riceverà dal Comune di Giulianova solo 25mila euro a fronte dei 50mila elargiti finora. Il consiglio di amministrazione dell’Ente porto si riunirà domani per l’approvazione del consuntivo e, in quella sede, si deciderà il giorno in cui tenere una conferenza stampa per commentare la scelta dell’amministrazione giuliese. «Il Comune di Giulianova», prosegue il presidente, «dovrebbe essere il baluardo dell’Ente porto, visto che il porto è della città, e invece si defila. Che uscisse definitivamente a questo punto. Sono stato sempre zitto, ma adesso è ora di parlare». Si prospetta dunque una conferenza stampa di fuoco, durante la quale Vasanella si toglierà tutti i sassolini nelle scarpe accumulati in questi anni.
La questione dei tagli, che riguardano anche il Museo d’arte dello Splendore e l’istituto musicale Braga, ha sollevato una crisi politica non da poco in Comune: i quattro consiglieri del Pd, infatti, durante il consiglio comunale di venerdì scorso, si sono alzati in segno di protesta, rischiando di far decadere il consiglio stesso per mancanza di numero legale. Fabrizio Retko però, capogruppo di Linea retta, non ha colto l’occasione e ha chiesto, invece della verifica del numero legale, il rinvio dei punti che aveva fatto mettere all’ordine del giorno. «Noi non vogliamo essere e non saremo», scrive Linea retta in una nota, «la stampella alle bizze che animano la maggioranza. Abbiamo difeso le nostre proposte, ossia le mozioni sui dehors (figli e figliastri per l’occupazione del suolo pubblico) e sull’esproprio Franchi (chi paga? Abbiamo individuato tre sindaci e non tutti “ex”). Abbiamo chiesto che tali mozioni, nel prossimo consiglio, abbiano la priorità. In questa occasione i consiglieri sfiducianti potranno far comprendere il loro intento. Da parte nostra nessun aiuto al sindaco, ormai uomo “solo” al comando. Di certo daremo un aiuto concreto a indurlo ad andar via».
Margherita Totaro
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