Gambero americano in aumento, crescono i numeri nell’Adriatico

Il comandante dell’imbarcazione “Rossella” ha pescato diversi esemplari a sei miglia dalla costa. Squeo (cooperativa Mare Blu): «Sono sempre più diffusi, arrivati dall’oceano attraverso le navi»
GIULIANOVA. È sempre più frequente la presenza del gambero bruno americano nelle acque dell’Adriatico. A confermare il fenomeno sono i marittimi di Giulianova. Di recente Michele Artone, comandante del peschereccio “Rossella”, ha pescato diversi esemplari a circa sei miglia dalla costa giuliese. Si tratta di una specie di crostaceo originaria del Golfo del Messico e della costa orientale degli Stati Uniti, la cui diffusione nell’Adriatico è aumentata sensibilmente negli ultimi tempi.
I gamberi sono già finiti sulle tavole di cittadini giuliesi e non solo, e sono già in molti ad apprezzarne il gusto. Gli esperti sconsigliano però di consumarlo crudo. La presenza della specie, tuttavia, non rappresenta del tutto una novità. Era già stata segnalata, infatti, nell’Adriatico centrale nel corso degli ultimi tre anni. Il gambero bruno americano ricorda per aspetto il gambero rosa dell’Adriatico, dal quale si distingue per la colorazione più scura, i bordi rossicci della coda e le dimensioni maggiori. È inoltre una specie particolarmente resistente e prolifica. Tanto che ormai è entrata a far parte della filiera commerciale lungo le coste abruzzesi.
Secondo gli esperti, la sua diffusione è legata al trasporto involontario attraverso le acque di zavorra delle navi, un fenomeno già associato all’arrivo di altre specie, come il granchio blu. «È molto più grande del nostro gambero e della mazzancolla», dice Walter Squeo, pescatore giuliese, presidente della cooperativa Mare Blu e membro del Cogevo, «già due o tre anni fa si riusciva a prendere qualcosa, ma ora sono sempre più diffusi. Un po’ è dipeso anche dal cambiamento climatico. Ma inizialmente sono arrivati con le navi provenienti dall’Atlantico, che hanno scaricato le acque di zavorra. Come il granchio blu mangia tutto, ma sembra che non sia negativo come quella specie. Ed è entrato ormai nella nostra filiera commerciale».
La crescente presenza di questo crostaceo si inserisce dunque in un contesto di cambiamenti degli equilibri marini, influenzati anche dai traffici marittimi, con l’introduzione accidentale di specie provenienti da altri mari.
A questi fattori si aggiunge anche il cambiamento climatico. Il fenomeno è da tempo sotto osservazione, anche per le possibili conseguenze sull’ecosistema e sulle attività di pesca locali. La presenza del gambero americano potrebbe comunque rappresentare una nuova opportunità per la marineria locale, qualora la sua diffusione dovesse consolidarsi nel corso del tempo.
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